Mercato dei mutui alla finestra in attesa che si sciolgano le riserve sulle mosse future della Bce. Dopo il taglio dei tassi di 25 punti base messo in atto a inizio giugno dal direttivo di Francoforte, la musica sembra cambiata. A tal punto che gli analisti si attendono interventi più cauti per i mesi a venire fino a un massimo di 75 punti base di riduzione del costo del denaro entro il 2025. E questo, a causa delle tensioni sui livelli salariali della zona euro che potrebbero inficiare gli sforzi sostenuti nell’ultimo anno e mezzo dalla Banca centrale europea per contenere la crescita dei prezzi di Eurolandia.
Dalla lettura delle minute dell’ultimo meeting di giugno, è emerso inoltre che l’intervento sui tassi Ue è stato frutto di una scelta politica prima ancora che economica. Basti pensare che alcuni banchieri centrali hanno messo in dubbio l’attendibilità dei dati economici presentati dalla Bce a supporto della decisione di tagliare il costo del denaro di 25 punti base al 4,25%. Intervento fortemente voluto dal presidente della Banca centrale di Irlanda che ha spuntato la meglio in un contesto di diffuso scetticismo.
Intanto, dopo l’intervento sui tassi di interesse del 6 giugno e in attesa del prossimo del 18 luglio, l’indice Euribor, ha proseguito la sua discesa in modo più deciso rispetto a quanto fatto nelle settimane precedenti, portandosi al 3,64% a un mese dal 3,71% di fine maggio. Mentre l’Euribor 12 mesi è sceso al 3,59% dal 3,71% di un mese fa. Situazione molto simile anche per l’Eurirs, ovvero l’indice di riferimento dei mutui a tasso fisso. L’Eurirs è stato il primo parametro ad aumentare, già nella primavera 2022, per poi stabilizzarsi attorno al 3% fino a dicembre 2023. Successivamente, ha iniziato a diminuire con una certa decisione, segno del nuovo clima di ottimismo sui mercati. A tal punto da raggiungere il 2,70% circa a inizio luglio nella scadenza a 10 anni rispetto al 2,88% di fine maggio. Mentre le duration più lunghe (25 anni), si attestano oggi attorno al 2,64% dal 2,72% di un mese fa.
Cosa ne consegue in termini di convenienza della rata del mutuo? Secondo l’analisi di TeleMutuo.it, grazie a interessanti campagne promozionali che premiano aspetti come la classe energetica elevata (A, B ), è possibile sottoscrivere un mutuo a tasso fisso con un Tan del 2,65% (durata fino a 30 anni e loan to value fino all’80%), oltre ad avere spese di istruttoria ridotte. Due simulazioni dell’Ufficio Studi di TeleMutuo.it contribuiscono a fare chiarezza: per un mutuo di 150.000 euro e durata 20 anni con Tan del 2,65% la rata mensile si attesta oggi a 805,86 euro che scende a 604,45 euro allungando la duration a 30 anni.
“Da queste simulazioni emerge molto chiaramente come il tasso fisso continui a rappresentare la scelta più conveniente per chi deve accendere un nuovo mutuo», spiega Andrea Pennato, amministratore delegato di TeleMutuo.it. “Con i parametri di oggi, infatti, aggiungendo lo spread della banca all’Euribor, il tasso variabile si attesta sempre al di sopra del 4%, valore ben superiore a quello offerto dal fisso”.
Secondo l’ufficio studi di TeleMutuo.it, viste le prossime stime dell’Euribor, la rata mensile per i finanziamenti a tasso variabile sarà destinata a diminuire. Una notizia molto attesa dai mutuatari che in passato hanno acceso un mutuo indicizzato e che hanno dovuto affrontare un incremento medio della rata mensile di almeno 200 euro in appena un anno e mezzo.
“E’ sempre possibile chiedere alla propria banca di rinegoziare le condizioni del mutuo, passando dal tasso variabile a quello fisso senza costi aggiuntivi. Oppure optare per una surroga e scegliere un mutuo a tasso fisso con un altro istituto di credito”, conclude Pennato.
