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Mutui, il rialzo dei tassi non preoccupa il mercato

Mutui, tasso fisso più conveniente del variabile ancora per lungo tempo

Di Tobia Zanotti
17 Luglio 2024

Mercato dei mutui alla finestra in attesa che si sciolgano le riserve sulle mosse future della Bce. Dopo il taglio dei tassi di 25 punti base messo in atto a inizio giugno dal direttivo di Francoforte, la musica sembra cambiata. A tal punto che gli analisti si attendono interventi più cauti per i mesi a venire fino a un massimo di 75 punti base di riduzione del costo del denaro entro il 2025. E questo, a causa delle tensioni sui livelli salariali della zona euro che potrebbero inficiare gli sforzi sostenuti nell’ultimo anno e mezzo dalla Banca centrale europea per contenere la crescita dei prezzi di Eurolandia.

Dalla lettura delle minute dell’ultimo meeting di giugno, è emerso inoltre che l’intervento sui tassi Ue è stato frutto di una scelta politica prima ancora che economica. Basti pensare che alcuni banchieri centrali hanno messo in dubbio l’attendibilità dei dati economici presentati dalla Bce a supporto della decisione di tagliare il costo del denaro di 25 punti base al 4,25%. Intervento fortemente voluto dal presidente della Banca centrale di Irlanda che ha spuntato la meglio in un contesto di diffuso scetticismo.

Intanto, dopo l’intervento sui tassi di interesse del 6 giugno e in attesa del prossimo del 18 luglio, l’indice Euribor, ha proseguito la sua discesa in modo più deciso rispetto a quanto fatto nelle settimane precedenti, portandosi al 3,64% a un mese dal 3,71% di fine maggio. Mentre l’Euribor 12 mesi è sceso al 3,59% dal 3,71% di un mese fa. Situazione molto simile anche per l’Eurirs, ovvero l’indice di riferimento dei mutui a tasso fisso. L’Eurirs è stato il primo parametro ad aumentare, già nella primavera 2022, per poi stabilizzarsi attorno al 3% fino a dicembre 2023. Successivamente, ha iniziato a diminuire con una certa decisione, segno del nuovo clima di ottimismo sui mercati. A tal punto da raggiungere il 2,70% circa a inizio luglio nella scadenza a 10 anni rispetto al 2,88% di fine maggio. Mentre le duration più lunghe (25 anni), si attestano oggi attorno al 2,64% dal 2,72% di un mese fa.

Cosa ne consegue in termini di convenienza della rata del mutuo? Secondo l’analisi di TeleMutuo.it, grazie a interessanti campagne promozionali che premiano aspetti come la classe energetica elevata (A, B ), è possibile sottoscrivere un mutuo a tasso fisso con un Tan del 2,65% (durata fino a 30 anni e loan to value fino all’80%), oltre ad avere spese di istruttoria ridotte. Due simulazioni dell’Ufficio Studi di TeleMutuo.it contribuiscono a fare chiarezza: per un mutuo di 150.000 euro e durata 20 anni con Tan del 2,65% la rata mensile si attesta oggi a 805,86 euro che scende a 604,45 euro allungando la duration a 30 anni. 

“Da queste simulazioni emerge molto chiaramente come il tasso fisso continui a rappresentare la scelta più conveniente per chi deve accendere un nuovo mutuo», spiega Andrea Pennato, amministratore delegato di TeleMutuo.it. “Con i parametri di oggi, infatti, aggiungendo lo spread della banca all’Euribor, il tasso variabile si attesta sempre al di sopra del 4%, valore ben superiore a quello offerto dal fisso”.

Secondo l’ufficio studi di TeleMutuo.it, viste le prossime stime dell’Euribor, la rata mensile per i finanziamenti a tasso variabile sarà destinata a diminuire. Una notizia molto attesa dai mutuatari che in passato hanno acceso un mutuo indicizzato e che hanno dovuto affrontare un incremento medio della rata mensile di almeno 200 euro in appena un anno e mezzo.

“E’ sempre possibile chiedere alla propria banca di rinegoziare le condizioni del mutuo, passando dal tasso variabile a quello fisso senza costi aggiuntivi. Oppure optare per una surroga e scegliere un mutuo a tasso fisso con un altro istituto di credito”, conclude Pennato.

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