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Risultati in calo nel 2022 per Mutuionline, pesa andamento divisione Broking

Mutui, la Bce rilancia il mercato delle surroghe: +52% rispetto al 2022

Di Tobia Zanotti
11 Luglio 2024

Tornano a crescere le surroghe sui mutui. Il taglio dei tassi messo a segno dalla Bce non ha fatto sentire i propri effetti sul mercato dei finanziamenti a tasso variabile con la grande maggioranza dei richiedenti che continua a fare rotta sul fisso. A tal punto che più di un terzo dei nuovi finanziamenti ipotecari (33,6% del totale) riguarda proprio operazioni di surroghe dal variabile al fisso. Un numero in aumento dell’8% rispetto all’anno scorso, e addirittura del 52% se confrontato con il 2022, anno in cui la Bce ha iniziato a implementare restrizioni di politica monetaria per contrastare l’inflazione. Questo si ripercuote inevitabilmente sulle erogazioni, in crescita del 26% sul totale rispetto all’anno scorso.

IMPORTO MEDIO SALE AL MASSIMO DA 10 ANNI

Secondo l’indentikit messo a punto da Mutuionline, nel 2024, la durata media delle richieste di mutuo si è attestata intorno ai 24 anni, mantenendo una sostanziale continuità rispetto ai due anni precedenti. Tuttavia, in base ai dati contenuti nell’Osservatorio di MutuiOnline.it in questa prima parte dell’anno l’importo medio richiesto ha raggiunto la cifra più alta degli ultimi dieci anni, pari a 140.924 euro. Questo dato rappresenta un segnale evidente di maggiore fiducia nel mercato da parte dei consumatori, indicando una crescente propensione a investire nel settore immobiliare e una percezione positiva delle prospettive economiche future. Anche il Loan-to-Value medio è aumentato sensibilmente, passando dal 66% al 68%. Questo incremento è stato favorito dalla riduzione dei tassi fissi, che ha incentivato i richiedenti a optare per mutui con anticipi più contenuti, rendendo l’accesso al credito più agevole e stimolando ulteriormente la domanda di mutui.

Un’ulteriore opportunità di risparmio è rappresentata dai mutui verdi che stanno registrando una notevole crescita grazie a tassi più competitivi rispetto a quelli dei mutui standard. A giugno, il tasso variabile medio per un mutuo standard era del 5,04%, mentre per un mutuo green era del 4,55%. Per quanto riguarda il tasso fisso, il confronto era tra il 3,26% per i mutui standard e il 2,89% per quelli green. La differenza sui tassi migliori per entrambe le tipologie di mutui si attesta tra i 27 e i 35 punti base, con il variabile a 4,26% rispetto a 4,53% e il fisso a 2,65% rispetto a 2,90%.

OLTRE IL 15% DEI MUTUI SONO GREEN

“Le richieste di mutui verdi, favorite dai tassi più vantaggiosi, sono aumentate significativamente, passando dal 3,5% del mix nell’ultimo trimestre del 2023 a oltre il 15% nel primo semestre di quest’anno”, si legge nel documento di MutuiOnline. “Questa crescita è incentivata dalla direttiva Energy performance of buildings recentemente approvata dal Parlamento europeo, che prevede una serie di misure per ridurre le emissioni degli edifici in Europa”.

L’offerta green si applica ai mutui concessi su immobili che rientrano nelle classi energetiche A, B e, in alcuni casi, C. Nel caso di finanziamento per la riqualificazione di un immobile, è generalmente necessario migliorare di almeno due classi energetiche o ridurre del 30% l’Indice di prestazione energetica (IPE). Questa attenzione alla sostenibilità energetica non solo contribuisce alla riduzione delle emissioni, ma offre anche ai mutuatari vantaggi economici tangibili grazie ai tassi d’interesse più favorevoli.

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