Gli italiani si rifugiano nel mattone. Nonostante il costo del denaro ancora elevato nonostante il primo taglio dei tassi messo a segno dalla Bce a inizio giugno, la domanda di abitazioni ha fatto segnare una nuova accelerazione archiviando il semestre in rialzo del 16% rispetto ai primi sei mesi del 2023. E’ quanto emerso dall’analisi condotta da Immobiliare.it Insights secondo cui la crescita della domanda ha portato con sé un incremento dei prezzi cresciuti nel periodo mediamente del 5%. In controtendenza, la richiesta di case in affitto, calata 6% nei comuni di grandi dimensioni a fronte di un incremento del 3,3% in quelli più piccoli. Il risultato, è stato una crescita media del prezzo degli affitti indicato da Immobiliare.it Insights in un +7% nei primi sei mesi del 2024.
“Nel precedente periodo caratterizzato da una forte incertezza economica e da tassi dei mutui in forte rialzo dopo anni di sostanziale stabilità, in molti avevano deciso di sospendere il processo di ricerca di una casa da acquistare, optando per una soluzione in affitto – commenta Antonio Intini, chief business development officer di Immobiliare.it – Questo ha contribuito a una rapida crescita dei canoni, in particolare nelle città ad alta densità abitativa, che sono diventati ben presto poco sostenibili. Con i primi tagli ai tassi molti italiani hanno recuperato il progetto di acquisto, cercando un immobile che risponda alle loro necessità abitative”.
Secondo l’analisi di Immobiliare.it Insights, il prezzo medio nelle grandi città ha superato i 3.400 euro a mq, mentre si è fermato poco sotto ai 1.900 euro nei centri di dimensioni minori. Pr prendere in locazione un immobile nelle città che superano i 250.000 abitanti, invece, bisogna mettere a budget oltre 18 euro a mq e poco meno di 11 euro per mq in quelle che non raggiungono tale soglia.
“Ci troviamo in una fase di consolidamento del mercato – prosegue Intini – La domanda, come vediamo, rimane sostenuta, ma allo stesso tempo si distribuisce su un’offerta di immobili più ampia e che cresce più velocemente rispetto al periodo precedente. Questo per il momento si sta traducendo in un allungamento dei tempi medi di vendita”.
In cima alla lista delle zone più care del Paese si è posizionato il Trentino-Alto Adige, regione più onerosa dove acquistare un immobile, con una spesa media richiesta pari a quasi 3.600 euro a mq (+3,5% nel primo semestre dell’anno). La Calabria al contrario, è la sola regione con prezzi al di sotto dei 1.000 euro a mq.
Milano ha mantenuto invece la palma del capoluogo più dispendioso quando si tratta di acquistare: chi vende un immobile chiede mediamente 5.443 euro/mq, dato in crescita dell’1,8% su base semestrale. Bolzano si è confermata al secondo posto (4.649 euro/mq) prima di Firenze, che ha fatto segnare un incremento del 2,4% in sei mesi raggiungendo i 4.250 euro/mq. Nel testa a testa tra Bologna e Roma, il capoluogo dell’Emilia-Romagna è rimasto leggermente avanti, 3.499 euro/mq contro 3.429 euro/mq.
Sul fronte degli affitti, la Valle d’Aosta è la regione più cara d’Italia in cui affittare, con i canoni che hanno sfondato il tetto dei 21 euro a mq in seguita all’aumento in doppia cifra (+12%) nei primi sei mesi del 2024. La regione più economica è invece l’Umbria, poco sopra i 7 euro a mq e in calo dell’1,4% nel semestre.
Tra i capoluoghi, Milano resta sempre al primo posto con 23,3 euro a mq (+1,7% in sei mesi), ma Firenze si sta progressivamente avvicinando, anche considerato l’incremento più rilevante (+5%) su base semestrale. Attualmente affittare un immobile nella città del David equivale a una spesa media di 22,5 euro al metro quadro. Bologna è al terzo posto (17,3 euro/mq), davanti a Roma (16,9 euro/mq).
