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Aste immobiliari, -20% nel primo semestre del 2024.

Giulio Licenza e Ivano De Natale

Aste immobiliari, -20% nel primo semestre del 2024.

Di Redazione
27 Giugno 2024

Migliora, pur restando in territorio negativo, l’andamento delle aste immobiliari nel secondo trimestre dell’anno. Dopo un primo quarter che ha visto una flessione del 22% con un totale di 33.538 aste, nel trimestre successivo il calo è stato meno prinunciato: -18%. Emerge dallo studio congiunto di Reviva e Immobiliallasta.it. Complessivamente nel semestre la contrazione è del 20%. Maggio risulta essere il mese con il maggiore numero di aste fissate con 13.351 contro le 11.379 di media del semestre. Il prezzo complessivo degli immobili in asta è stato di 7.906.295.801 €, il -20,7% rispetto ai 9.968.690.595 del 2023. Rispetto alla tipologia dei beni messi in asta, la componente residenziale è quella che si è ridotta maggiormente calando del -9% a fronte di un aumento della componente non residenziale del 14% e dei terreni del 4%.

Sul fronte delle modalità di svolgimento, a partire dal 2020, con l’accelerazione post-pandemica, le aste telematiche hanno guadagnato sempre più spazio. Attualmente, rappresentano il 46% del totale, evidenziando la crescente importanza di questo approccio rispetto alle modalità tradizionali senza incanto o  miste.

Analizzando i prezzi medi delle aste nel 2024 e confrontandoli con la media storica, emergono alcune tendenze significative: il prezzo medio degli immobili residenziali si è mantenuto quasi invariato, passando da 84.688€ a 84.645€, con una variazione minima dello 0,1%. Allo stesso tempo, gli immobili non residenziali hanno visto un calo più consistente, con una riduzione di prezzo medio da 177.914€ a 167.057€, pari al 6,1%. Anche i terreni hanno subito una diminuzione dei prezzi, scendendo da 104.778€ a 95.341€, segnando una diminuzione del 9%, tuttavia quest’ultimo dato è meno rappresentativo in quanto influenzato anche dal fatto che i terreni possono avere prezzi sensibilmente diversi in base alla tipologia.

“Come si evince dall’analisi di Immobiliallasta.it, analizzando i prezzi in euro delle case al metro quadro, si osserva – fa notare Ivano De Natale, Ceo e Co-Founder di Immobiliallasta.it – un leggero recupero nel comparto residenziale rispetto al primo trimestre del 2023, mentre rimangono stabili gli immobili non residenziali. Per quanto riguarda l’offerta di immobili residenziali, solitamente più facili da vendere e con un mercato più dinamico, si è evidenziato un calo. Allo stesso tempo, è aumentata l’offerta di immobili non residenziali, con maggiore difficoltà di vendita, a causa di un mercato più ristretto”.

Le prospettive per i prossimi anni restano in ogni caso positive. La previsione è che entro la fine del 2024 il numero totale di aste oscillerà tra 120.000 e 135.000, con un trend di calo che continuerà a rallentare per poi stabilizzarsi nel 2025. “In Italia, il processo che porta un immobile all’asta, dal momento in cui un credito va in default, richiede circa due anni. Questo tempo è dovuto ai vari passaggi procedurali, come la messa in mora, gli atti di precetto, il pignoramento e le nomine dei vari professionisti incaricati. Con il peggioramento della qualità del credito misurata negli ultimi mesi e l’aumento dei crediti in default, ci si aspetta un nuovo aumento del numero di aste, seppur lontano dai numeri del 2019, ma comunque un cambio di direzione, a partire dal 2025/26”, conclude Giulio Licenza, Co-Founder e Coo di Reviva.

 

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