Il 2023 è stato un anno difficile per diversi motivi, soprattutto per il mercato degli uffici. Ma quali sono le aspettative per i mesi a venire e per il 2024? Secondo Nicolò Bellavigna, head of office tenant representation di Savills, Eros Chiodoni, head of office leasing, e Marco Montosi, head of investment, in Italia, la domanda occupazionale si è dimostrata resistente, mentre la fuga verso la qualità ha sostenuto la crescita degli affitti.
“Nel primo trimestre del 2024, il settore degli uffici tornerà a essere la prima asset class in termini di volume di investimenti con un totale di 520 milioni di euro, una cifra quattro volte superiore al primo trimestre 2023, anche se ancora al di sotto del trend degli ultimi 10 anni”, sottolineano gli esperti di Savills. “Questo risultato è dovuto alla chiusura di un’operazione significativa nel CBD di Roma. A differenza del 2022, la Capitale ha attirato la maggior parte dei volumi del trimestre (57%) attraverso due transazioni. Mentre Milano continua a essere la città più dinamica, registrando 7 operazioni su 9, situate sia in aree centrali che periferiche”.
Secondo l’analisi di Savills, sebbene i volumi siano ancora bassi, l’ultimo trimestre è stato caratterizzato da un aumento della dimensione media delle transazioni, che si è ravvicinata alla media degli ultimi 10 anni (58 milioni di euro). A prevalere sono stati principalmente gli investitori internazionali quelli italiani appaiono ancora fermi in uno stato di attesa.
“Dopo il rallentamento del 2023, un solo trimestre positivo, guidato da due operazioni significative originate in un momento di mercato diverso, è forse troppo limitato per ritenere che il mercato italiano degli investimenti in uffici stia tornando saldamente ai livelli degli anni passati”, ammettono gli esperti di Savills. “Tuttavia, in città come Milano e Roma, è probabile che le condizioni favorevoli ai proprietari persistano nel lungo termine per gli asset di classe A, dato che la disponibilità vicina allo zero e la domanda degli occupanti rimangono dinamiche”.
Gli spazi per uffici si stanno trasformando in spazi polifunzionali per la condivisione, il networking e il brainstorming. Di conseguenza, la gestione degli immobili sta diventando sempre più importante. Negli ultimi tre anni, l’aumento dei costi di costruzione, insieme ai ritardi nel completamento di nuovi edifici dovuti alla pandemia e all’interruzione della catena di approvvigionamento delle materie prime, ha creato una domanda inespressa che sosterrà il mercato nei prossimi anni.
“Lo smartworking è ormai normalizzato e integrato nella vita quotidiana delle aziende e dei dipendenti, creando un equilibrio positivo tra lavoro e vita privata. Di qui, la necessità creare spazi direzionali inclusivi dove sviluppare nuove idee. Nel 2024, molte aziende aggiorneranno le proprie sedi con design e tecnologie all’avanguardia”, concludono gli analisti di Savills.
