L’immobiliare quotato torna nel mirino degli investitori professionali. L’attesa per un taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed) e della Banca centrale europea (Bce) dovrebbe fare da stimolo alla ripresa del mercato immobiliare, da anni in sofferenza a causa delle politiche monetarie restrittive messe in atto dai governi per contrastare le tensioni inflazionistiche.
“E’ arrivato il momento di incrementare l’allocazione di portafoglio su aree che sono rimaste indietro rispetto al mercato in generale a causa della loro ciclicità e sensibilità ai tassi d’interesse”, sottolinea Saira Malik, CIO di Nuveen. “Sebbene ci aspettiamo che persista un contesto di tassi d’interesse “più alti più a lungo”, alcuni segmenti azionari potrebbero essere ben posizionati per una ripresa, una volta migliorata la fiducia nelle tempistiche e nell’entità dei tagli dei tassi. A nostro avviso, gli investitori dovrebbero prestare attenzione a esposizioni eccessivamente sottoopesate sulle small cap statunitensi e sul real estate quotato, con l’obiettivo di incrementare l’esposizione in vista di un possibile rimbalzo quando la Fed finalmente allenterà la politica monetaria”.
Secondo l’esperta di Nuveen, i titoli immobiliari quotati in borsa, come i Real Estate Investment Trust (REIT), sono stati tra le asset class colpite più duramente dal ciclo di inasprimento della Fed, incominciato a marzo 2022. Dato l’elevato ricorso all’indebitamento rispetto ai titoli azionari in generale, tra metà aprile 2022 e fine ottobre 2023 i REIT hanno subito un drastico calo (-21%), come misurato dall’indice FTSE Nareit All Equity REIT. Tuttavia, tradizionalmente i REIT hanno garantito forti rendimenti relativi in contesti di tassi costanti e in calo.
“Durante gli ultimi due mesi del 2023, con la pausa della Fed e le aspettative del mercato per i tagli dei tassi al massimo, i REIT hanno registrato un rendimento del +22%. Al contempo, nonostante i fondamentali stabili dei REIT e valutazioni generalmente favorevoli, le allocazioni degli investitori al settore immobiliare sono al livello più basso dalla crisi finanziaria globale del 2008, come riporta una recente indagine della Bank of America che ha coinvolto gestori di fondi globali”, conclude Malik. “La portata di questa sotto ponderazione potrebbe essere un potenziale segnale contraria per un incremento dell’esposizione a questo settore.
