Forte contrazione delle transazioni residenziali a Milano. Lo scorso anno il numero di compravendite in città si è fermato infatti a quota 24.832, in calo del 13,2%, rispetto al 2022. E’ quanto emerso dall’analisi realizzata dall’Ufficio Studi Gabetti sui dati raccolti dall’Agenzia delle entrate secondo cui la variazione dei prezzi è stata invece positiva, con un +0,8%, rispetto al 2022.
E cosa dire delle tempistiche medie di vendita? Il tempo medio necessario per vendere un appartamento a Milano, lo scorso anno, si attestava a circa 2 mesi, mentre gli sconti in sede di chiusura delle trattative sono stati nell’ordine del 7%, con forte variabilità a seconda del rapporto qualità/prezzo delle specifiche soluzioni immobiliari.
“Milano ha visto e vedrà una domanda sempre più alta rispetto all’offerta, motivo per il quale i prezzi degli immobili sono cresciuti enormemente negli ultimi anni e sono destinati a crescere ancora, soprattutto dopo che i tassi di interesse si abbasseranno di almeno un punto percentuale”, sostiene Diego Vitello, senior research analyst dell’Ufficio Studi Gabetti. “Inoltre, l’avvicinarsi dell’evento olimpico contribuirà ad alimentare la domanda di residenziale e non solo. Ci aspettiamo quindi un mercato positivo per i prossimi anni”.
Nel dettaglio, le zone centrali come Duomo-Cadorna-Cordusio-Castello Sforzesco-Parco Sempione e Sarpi-Canonica-Arco della Pace-Arena, hanno visto i valori mantenersi stabili ed elevati, rispettivamente tra i 6.250 e gli 8.400 euro/mq, con punte di 11.400 euro/mq nella zona del Quadrilatero della Moda. Queste aree, caratterizzate da una centralità rilevante e dalla robusta presenza turistica, consentono una significativa redditività dell’immobile dovuta alla forte richiesta immobiliare e, di conseguenza, ai canoni di locazione elevati.
Particolare attenzione anche allaa zona di Garibaldi-Porta Nuova-Moscova che, grazie alla posizione centrale e alla vicinanza alla stazione ferroviaria di Porta Garibaldi, risulta molto attraente sia per gli investitori, sia per le famiglie. In questa area i numerosi grattacieli moderni, che ospitano uffici di grandi multinazionali, appartamenti di lusso e spazi commerciali, hanno ridisegnato lo skyline della città e portato a un aumento dei valori, che nel secondo semestre del 2023 si sono attestati a 7.750 euro/mq. Rimanendo sempre tra le due cerchie della città ma spostandoci più ad ovest, nella zona di City-Life-Fiera-Tre Torri, il valore medio si attesta a 6.350 euro/mq, con punte nettamente più alte se si tengono in considerazioni i nuovi edifici residenziali di lusso che possono arrivare anche oltre i 10.000 euro al mq.
La domanda residenziale di un target con disponibilità medio-alte conferma l’interesse per le zone centrali e semicentrali, tra cui figurano la zona di Pagano-Boccaccio, con prezzi medi pari a 6.750 euro/mq, e Porta Romana e Navigli, i cui prezzi medi si aggirano tra i 5.800 e i 5.600 euro/mq; segue la zona Bocconi-Bligny-Tibaldi, con prezzi medi pari a 4.600 euro/mq.
“Analizzando i dati della periferia, si nota come a Milano alcuni quartieri più decentrati stiano vivendo una notevole crescita dei prezzi residenziali”, avvertono gli esperti di Gabetti. “Questo trend è guidato da una serie di fattori, tra cui gli interventi di riqualificazione urbana in corso e la crescente pressione abitativa, che ha portato gli operatori a mettere sul mercato nuovi sviluppi immobiliari, tuttavia ancora lontani dal coprire la domanda cittadina”.
Nella zona Lambrate-Ortica-Cimiano i valori medi di vendita si sono portati a 3.900 euro/mq, con punte più alte nella zona di Lambrate, dove sono presenti nuovi progetti residenziali, anche di lusso, a conferma del fervore che sta vivendo il quartiere. Anche nella zona Bovisa-Dergano i prezzi delle case risultano appaiono in rialzo, attestandosi a 3.230 euro/mq, a seguito di una forte vivacità che sta vivendo il quartiere, data non solo dalla presenza del Politecnico di Milano che ha contribuito negli anni a un forte ricambio generazionale ma anche da progetti di rigenerazione urbana – come quelli de La Goccia e dell’ex scalo ferroviario Farini – che ne stanno aumentando l’appetibilità.
