Flessibilità e adattabilità sono gli elementi chiave della strategia delle realtà che operano nel settore immobiliare, poiché consentono di rispondere in modo efficace e tempestivo alle mutevoli esigenze del mercato e dell’ambiente circostante. Ciò può tradursi nella progettazione di spazi multifunzionali che possono essere facilmente riconfigurati per soddisfare diversi scopi. L’adattabilità, d’altra parte, si riferisce alla capacità di rispondere in modo efficiente ai cambiamenti del contesto esterno, di un mercato altalenante in particolare. Di questo e dell’opportunità di puntare fortemente sulla rigenerazione urbana abbiamo parlato con Francesco Rovere, Senior Development Manager di AXA IM Alts.
Come descriverebbe la situazione attuale nel settore immobiliare?
“Oggi stiamo attraversando una situazione piuttosto articolata. Dall’esperienza Covid ad oggi, abbiamo imparato che le certezze e la stabilità sono rare. È fondamentale essere estremamente flessibili e reattivi. L’idea della ciclicità di certi processi sembra ormai superata, rendendo tutto un po’ più faticoso. Allo stesso tempo, situazioni negative possono rivelarsi opportunità, con episodi temporanei che portano a momenti più positivi. Attualmente, stiamo assistendo a una accelerazione dell’alternanza tra fasi positive e negative”.
Qual è la sua visione sul futuro a breve e lungo termine?
“Oggi possiamo dire che il peggio è alle spalle. Molti, come noi, vedono il futuro in modo un po’ più roseo. Il nostro settore guarda sempre al medio e lungo termine. Anche se il breve termine appare un po’ grigio, possiamo affermare che il peggio è passato”.
Quali sono gli investimenti principali in pipeline?
“Attualmente, il nostro intervento principale è il progetto residenziale Syre a San Siro. Siamo anche attivamente alla ricerca di opportunità nel settore residenziale e dell’ospitalità, che comprende studentati, hotel e altre forme similari. Questo è sicuramente un settore di grande interesse per noi”.
A Milano, i prezzi del settore residenziale stanno affrontando una battuta d’arresto. Cosa ne pensa?
“È difficile fare un bilancio preciso. Potrebbe trattarsi di una situazione di relativa stabilità. È meglio attendere i prossimi mesi per avere un quadro più chiaro. Dobbiamo considerare i problemi economici generali e la situazione amministrativa del Comune di Milano, che potrebbe influenzare i progetti futuri e la dinamica dei prezzi. Al momento, la nostra impressione è che nulla sia cambiato negli ultimi mesi”.
Può dirci qualcosa sull’intervento di Monterosa 91?
“Con oggi, l’intervento di Monterosa 91 si completa definitivamente. Dopo aver inaugurato lo scorso anno il complesso e concluso la parte immobiliare, ora restituiamo alla città l’area verde, il Parco della Luce, arricchito da tre opere d’arte. Questo rappresenta un importante passo verso la sostenibilità sociale”.
Quanto è importante per voi rigenerare e restituire spazi alla città, come nel caso di San Siro?
“È fondamentale. Abbiamo puntato molto sull’apertura alla città e a un pubblico più ampio. Progetti come Syre e altri complessi qui vicino dimostrano che tutto funziona quando si investe nella rigenerazione e nella restituzione di spazi alla comunità. La nostra filosofia è creare valore non solo per gli investitori, ma anche per la città e i suoi abitanti”.
