Inizio d’anno con il vento in poppa per l’edilizia in Italia. Nei primi tre mesi del 2024 il settore delle costruzioni ha mantenuto un solido risultato in termini di giro d’affari (+21%), registrando solo una leggera flessione rispetto al trimestre precedente (+22%).
Nello specifico, i progetti di costruzione di infrastrutture e lavori pubblici, che erano stagnanti nel quarto trimestre del 2023, sono cresciuti del 25%, seguendo una traiettoria positiva. Mentre i progetti del settore dei trasporti hanno registrato un aumento nell’ultimo trimestre, mettendo a segno l’andamento di crescita pià consistente dal secondo trimestre 2020 (saldo netto da -33% a +27%).
I risultati messi in luce dal Global Construction Monitor del Royal Institution of Chartered Surveyors (Rics) hanno evidenziato anche alcuni problemi tra cui i ritardi di pagamento e i crescenti costi dei materiali. I vincoli finanziari sono citati dalla maggior parte degli intervistati (73%) come principale freno dell’attività. E come in altre parti del mondo, anche il settore delle costruzioni italiano sta scontando una carenza di personale qualificato.
“In Italia, la carenza di geometri è particolarmente accentuata, secondo il 77% degli intervistati, e c’è una forte domanda di professionisti dei mestieri specializzati di qualsiasi descrizione, secondo il 64% degli intervistati”, si legge nell’inchiesta elaborata da Rics.
Guardando al quadro generale, il settore delle costruzioni italiano rimane tra i più robusti e resilienti delle più grandi economie europee. Le aspettative a dodici mesi si mantengono positive per il crescente numero di dipendenti del settore edilizio (+25%), dimostrando ottimismo verso l’espansione della forza lavoro in questo settore. La crescita degli effettivi, combinata alla crescente positività verso le prospettive di crescita dell’edilizia residenziale privata (+31%), pone il settore edilizio italiano in una posizione particolarmente forte rispetto ai vicini europei.
