In base agli ultimi dati del monitoraggio Enea Mase, a fronte di circa 10 miliardi di euro di lavori da terminare nei condomini, è possibile stimare in 40.000 il numero di cantieri condominiali incompiuti, per un totale di circa 350.000 famiglie coinvolte e un valore dei contratti pari a 28 miliardi di euro. Il rischio ora, anche con gli interventi che sono stati apportati con il dl Superbonus dello scorso 29 dicembre, è che i cantieri incompiuti vengano abbandonati con la conseguenza che ci si ritroverebbe con altrettanti scheletri urbani. Si potrebbe arrivare a decine di migliaia di contenziosi tra condomini e imprese, vanificando gli sforzi dello Stato nel finanziare incentivi per migliorare il patrimonio edilizio esistente.
In particolare, secondo la Presidente di Ance, Federica Brancaccio, “la soluzione individuata dal Governo contiene solo una sanatoria che permette ai contribuenti di mantenere gli incentivi fruiti sino al 31 dicembre 2023 anche in caso di mancata conclusione dei lavori”. Il decreto mantiene dunque gli incentivi per tutti gli interventi agevolati con il Superbonus (al 110% o al 90%), anche se i lavori non vengono conclusi entro la data termine. Questo approccio, secondo Ance, “non risolve i problemi delle famiglie e delle imprese e potrebbe addirittura favorire l’abbandono dei cantieri e delle opere incomplete”.
L’Associazione dei costruttori sollecita invece un provvedimento che consenta a chi ha lavori in corso di essere in grado di concluderli entro 2 o 3 mesi, usufruendo dell’aliquota del 110%. Due le alternative, in particolare per garantire una chiusura “ordinata” dei cantieri in corso: una proroga del Superbonus per le spese sostenute fino al 29 febbraio 2024, riconoscendo la stessa percentuale di detrazione del 110% o 90%; oppure l’emissione di un Sal /Stato di avanzamento lavori) straordinario al 29 febbraio 2024, consentendo di includere nel Superbonus tutti i lavori realizzati entro quella data, anche se il SAL non raggiunge le percentuali minime previste.
“Consentire di chiudere ordinatamente l’esperienza del Superbonus” con un SAL straordinario o “una mini proroga di poche settimane solo ed esclusivamente per concludere i cantieri con un elevato stato di avanzamento” in modo da “salvare circa 25.000 cantieri e più di 220.000 famiglie” ha evidenziato Brancaccio nel corso di un’audizione alla Commissione Finanze della Camera dedicata.
Audito in commissione anche il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, che ha ribadito il rischio di un “gigantesco contenzioso alle posrte”, Per evitarlo, ha detto, andrebbe ripresa in considerazionela proposta di un Sal aggiuntivo, per salvare tutti i lavori al 31 dicembre 2023. Il Presidente dei tributaristi italiani, Riccardo Alemanno, anch’egli sentito in Commissione, ha sottolineato la necessità che “le agevolazioni diventino strutturali”, perché non è possibile “ogni anno pregare la bontà del parlamento e del governo perché ci sia una proroga; gli investimenti sugli immobili devono avere una progettualità di periodo negli anni”.
Il decreto apporta anche modifiche al Bonus Barriere Architettoniche, limitandone l’applicazione e rendendolo disponibile solo come detrazione, escludendo la cessione del credito o lo sconto in fattura, tranne per interventi condominiali e per soggetti a basso reddito. Ance critica queste restrizioni, sostenendo che non tengono adeguatamente conto degli obiettivi originari dell’incentivo, e suggerisce invece di intervenire sui requisiti di accesso e di introdurre controlli più rigorosi per evitare un uso improprio dell’agevolazione.
