Non solo Capri o Costiera Amalfitana. Gli interessi degli investitori internazionali guardano sempre più al Sud Italia e a località meno ‘scontate’. A partire da Napoli, per passare poi al Cilento, Maratea nello specifico, e per finire sicuramente in Sicilia, nell’area settentrionale della regione, vicino a Palermo. Questa è la nuova rotta che tracciano gli investimenti dei grandi gruppi alberghieri del lusso e che trainano quelli residenziali. Ne abbiamo parlato con Lodovico Pignatti Morano, Managing Partner di Italy Sotheby’s International Realty, che ha recentemente inaugurato l’11esimo ufficio in Italia, a Napoli.

Perché proprio Napoli?
“Napoli sta vivendo un momento speciale, perché tutti i brand dell’hospitality del lusso si stanno affacciando, dopo Roma, Venezia, Milano e Firenze. Pensiamo ad esempio a Rocco Forte che ha aperto. Se prima la yeld buyer internazionale si concentrava principalmente su Capri e Costiera, ora proprio la città di Napoli sta vivendo un momento importante, soprattutto per il livello della qualità della vita e la situazione di sviluppo alberghiero, che resta un fattore di attrattività importante”.
Un nuovo trend dopo Roma?
“Nella Capitale hanno inaugurato Bulgari, Six Senses e a breve Four Season, la città si sta riqualificando, ci sono molti interessi internazionali che si stanno concentrando, investimenti sulla città che fanno sì che, in qualche modo, venga aiutato lo sviluppo. Vediamo che c’è sempre più richiesta da francesi e americani. Tedeschi e inglesi si concentrano ancora molto su Toscana e Puglia. Assistiamo invece a un incremento dell’interesse sulla Sicilia”.
Quale sarà lo step successivo?
“In Sicilia abbiamo un ufficio a Noto, ma abbiamo intenzione di esplorare la parte Nord, Palermo, per coprire la regione settentrionale dell’isola, dove c’è molta richiesta. Stiamo anche valutando la Liguria”.
Come immaginate il 2024, dopo la fase difficile dell’anno che sta per concludersi in termini di investimenti?
“Nonostante ci sia stata evidentemente una contrazione del mercato, in Italia ci aspettiamo, andando avanti, per il prossimo anno, un ‘moderato ottimismo’. Abbiamo identificato mercati nuovi, grazie al nostro network che ci consente di avere accesso a clienti internazionali da Stati Uniti, Nord e Centro Europa dove l’interesse per l’Italia è alto, che ci consentiranno di gestire la domanda di residenze in Italia. vediamo crescere l’interesse verso territori che sono stati meno battuti sino ad ora, come il Cilento, Maratea e vediamo che andando avanti in ogni caso l’interesse per il lifestyle, l’arte, l’architettura e la storia italiana non scemano, anzi. il fatto che vi siano così importanti investimenti da parte dei brand alberghieri che stanno aggiungendo ai presidi principali altri più defilati come, appunto, Maratea”.

Dove risiedono le ragioni di questo rinnovato interesse a esplorare?
“Una delle ragioni credo che possa essere trovata nel fatto che siamo un paese stabile dal punto di vista del mercato immobiliare, che non è altalenante come può essere quello di Londra, di Dubai o quello di Miami e in generale degli Usa. Abbiamo una stabilità politica tale che consente di rassicurare gli investitori. Certamente, spazi su Roma ora ne sono rimasti pochi. Ma sappiamo esserci altri investitori dell’hospitality che spinge il brand Italia”.
La richiesta di ‘verde in città’ non si esaurisce, anzi…
“Il Covid ha dato una mano e il processo è iniziato ormai da tempo. Si ricerca di un lifestyle sostenibile: healthy food, organic, capacità di non impattare a livello ambientale, vita sana. C’è molta richiesta per tutte quelle proprietà che sono nelle nostre campagne: natura e vivere sostenibile”.
Altra tendenza, l”affitto breve’ di proprietà importanti.
“La tipologia di cliente, soprattutto internazionale, vuole ‘provare’ la casa eventualmente per comprarla. Altri, invece, soprattutto inglesi e americani, affittano grandi case per riunire la famiglia sotto le festività”.
La flat tax per stimolare il rientro dei capitali dall’estero continua a essere determinante o si è esaurita?
“E’ stata introdotta nel 2018 e oggi l’interesse è ancora altissimo. Anzi, siamo ancora in fase di abbrivio. Importante la domanda dei clienti che vogliono beneficiare di questo regime fiscale molto incentivante”.
