Un mercato complesso, condizionato dall’inflazione sempre più elevata e dall’instabilità geopolitica, colloca gli investitori in una posizione di attesa, ma anche di consapevolezza che gli elementi di ‘disruption’ sono ormai trend strutturali che rendono necessarie strategie e visione di lungo periodo. Questo è quanto è emerso dal Real Estate Summit ‘Quo Vadis Italia?’ organizzato da DLA Piper, il principale studio legale internazionale in Italia, tenutosi martedì a Milano e giunto alla nona edizione. Molteplici le sfide per gli operatori: i tassi di interesse e costi di costruzione elevati, alle continue incertezze a livello geopolitico, alle tensioni sociali dovute ai flussi migratori e a una crescente inflazione che incide sul potere di spesa dei consumatori. I gestori patrimoniali e gli investitori si confermano in attesa del repricing o della riduzione dei tassi di interesse.
“Nonostante le sfide che attraversa il settore, che hanno inevitabilmente impattato sui volumi degli investimenti e continuano a generare un clima attendista da parte degli investitori internazionali, nel corso dell’evento abbiamo avuto l’opportunità di rilevare come la propensione verso il nostro Paese resti, sorprendentemente, positiva” commenta Olaf Schmidt, Head del Dipartimento Real Estate di DLA Piper per l’Italia. “Tutti gli operatori hanno, infatti, manifestato interesse a investire in Italia nel prossimo anno, in modo trasversale sulle diverse asset class: dalla logistica, primo segmento ad aver accettato un repricing, all’alberghiero, spinto dai flussi turistici, dal residenziale alternativo come student e senior housing, legati soprattutto ai trend demografici, fino a nuovi segmenti come i data center”.
Nel prossimo futuro, evidenzia Simon Durkin, Head of Real Estate Research and Portfolio Analytics, BlackRock, nonostante il picco inflattivo sia alle nostre spalle e il ciclo restrittivo sia probabilmente in via di conclusione, l’inflazione resterà elevata nel lungo periodo. Cinque sono le mega forze strutturali, così come analizzate all’interno del Mid Year Outlook del BlackRock Investment Institute, che impatteranno potenzialmente lo scenario globale del 2024: i cambiamenti demografici, la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, la frammentazione geopolitica, la digital disruption e l’intelligenza artificiale, e il futuro della finanza.
Rispetto ai singoli segmenti del mercato, l’Italia ha visto un’importante contrazione del volume di investimenti: -58% rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente, attestandosi a 3,9 miliardi di euro. I dati sono allineati rispetto al resto dell’Europa, dove si è registrata una decrescita del -60%, per un totale di 96,7 miliardi. A sorpresa, in Italia gli investimenti nel Living (residenziale, student housing, healthcare) crescono del +15% toccando quota 1,2 miliardi di euro, in netta controtendenza rispetto all’Europa (-49%), spazio di crescita nel settore ‘build to rent’ a causa di una mancanza di terreni da sviluppare. Il residenziale alternativo, come gli studentati e il senior housing offrono ancora molte opportunità. In Europa, a differenza degli Stati Uniti, le aziende richiamano gli impiegati sempre più “back to the office”, sebbene sarà quasi sicuramente impossibile tornare ai 5 giorni in presenza a settimana. Questo implica una ripresa prossima del segmento uffici. Nel retail si osserva un’attenzione sempre maggiore e spazio nel nostro Paese per lo sviluppo di strutture che propongono un’esperienza di shopping come destinazione per il tempo libero. L’alberghiero continua ad essere una asset class attrattiva in Italia. La maggiore sfida che sta affrontando invece la logistica è gestire le nuove tecnologie. La logistica è stata la prima asset class ad aver accettato un repricing, e pertanto le attività di trading e sviluppo sono in ripresa con rendimenti più elevati.
