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Hotel, attesi 100 milioni di euro di investimenti in Italia nel 2023

Hotel, attesi 100 milioni di euro di investimenti in Italia nel 2023

Di Tobia Zanotti
28 Luglio 2023

Sono oltre 32.000 le strutture alberghiere attive in Italia, un numero che fa della Penisola il più grande mercato europeo in termini di offerta turistica. Un record che attira molti investitori che si sono dichiarati pronti a investire 100 milioni di euro nel corso del 2023. Non a caso, entro la fine dell’anno oltre il 40% delle strutture alberghiere italiane prevede una crescita di fatturato tra il 3% e il 12%. È quanto emerso dal report ‘Italian Hospitality Market‘, lo studio condotto da Deloitte su oltre 400 attori dell’industria alberghiera italiana.

“Dall’analisi emerge uno scenario molto positivo per quanto riguarda il mercato alberghiero italiano: i gruppi già presenti sul territorio nazionale stanno cercando di ampliare la loro presenza, mentre gli altri cercano di fare il loro primo ingresso nel mercato con l’obiettivo di crescere rapidamente”, dichiara Angela D’Amico, partner e real estate sector leader di Deloitte in Italia.

Per quanto riguarda le aree geografiche di maggiore interesse, Nord e Centro Italia vengono preferite dal 58% degli investitori in cerca di asset con rendimenti più stabili, mentre l’86% dei gruppi alberghieri intervistati ha espresso la propria preferenza per il Centro e il Sud, in quanto rappresentano mercati meno saturi.

Le città principali, come Roma, Milano, Firenze e Venezia, sono le mete più ambite sia da investitori che dai gruppi alberghieri, seguite dalle località “Sun & Sand” e dai laghi. Per le altre località, invece, Deloitte ha rilevato una certa difformità di preferenze: gli investitori hanno mostrato un interesse maggiore verso hotel situati in città primarie e in prossimità di mare, seguite dai laghi, con preferenze rispettivamente del 88%, 67% e 38% mentre i gruppi alberghieri sono attratti da investimenti nelle città secondarie.

Analizzando le politiche di sostenibilità ambientale, tutti i soggetti coinvolti hanno concordato sulla rilevanza della tematuca. Tuttavia, circa il 60% degli intervistati ha fatto sapere che l’attuale impegno delle aziende alberghiere italiane verso la sostenibilità sia ancora insufficiente. Un dato molto rilevante, soprattutto se si rapporta alla consapevolezza degli intervistati sull’impatto positivo che tali iniziative hanno sia sulla riduzione dei costi, prevalentemente legati al risparmio energetuco, sia sull’incremento dei ricavi.

Per essere sempre più competitivi nel panorama turistico internazionale, dunque, l’adeguamento delle strutture ai moderni criteri di sostenibilità diventa un elemento su cui oggi non si può più prescindere.

“Il settore si trova di fronte a un contesto particolarmente positivo, in cui convergono gli interessi di tutti i player coinvolti: gli investitori pronti a destinare importanti capitali al mercato alberghiero italiano, i gruppi sempre più intenzionati a espandersi nel Paese e i direttori dei singoli hotel che vedono con grande ottimismo l’aumento delle performance gestionali nei prossimi anni”, aggiunge D’Amico. “Nonostante vi siano alcuni aspetti che possono minacciare questa crescita, tra i quali l’aumento dei costi energetici, il deterioramento delle condizioni di credito, le difficoltà di reperimento di personale qualificato e l’inflazione che influisce sugli investimenti, ci sono tutti i presupposti affinché le strutture italiane possano migliorare la propria competitività con i player più importanti a livello mondiale”, conclude la Real Estate Sector Leader di Deloittee.

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