Cala l’offerta di abitazioni in vendita in Italia. Secondo l’analisi realizzata da Idealista, il numero di case sul mercato ha subito una contrazione significativa nel secondo trimestre, registrando una diminuzione dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Questo dato si aggiunge a una tendenza più ampia, evidenziando una riduzione dell’offerta del 13,1% rispetto all’ultimo trimestre pre-Covid. Valori che riflettono un andamento del mercato immobiliare italiano influenzato da molteplici fattori. La pandemia da Covid-19 ha avuto un impatto significativo sul settore, generando incertezze e mutamenti nelle preferenze degli acquirenti. Inoltre, la domanda elevata e l’attuale scarsità di offerta hanno creato un ambiente competitivo per gli acquirenti, spingendo i prezzi al rialzo in molte zone del Paese, benché i tassi applicati ai mutui siano saliti considerevolmente.
La situazione a livello provinciale mostra un equilibrio tra le aree in cui l’offerta di abitazioni è in aumento (55 province) e quelle in cui il numero di immobili in vendita è diminuito (46 province), con 5 mercati che mantengono una stabilità dell’offerta.
La città più colpita dalla drastica riduzione dello stock è Napoli (-25%) che guida un gruppo di 50 aree dove l’offerta è diminuita rispetto al secondo trimestre del 2022. Tra i mercati più richiesti spiccano Verona (-12%), Trieste (-11%), Milano, Genova (entrambe -5%) e Torino (-4%). Dall’altro lato il trend di crescita dell’offerta abbraccia 52 città trascinate da Sondrio (31%), Como (26%) e Nuoro (25%); incrementi a doppia cifra per altri 17 capoluoghi, tra cui si segnalano Bergamo (24%), Bologna (16%), Firenze (14%) e Venezia (10%). Incrementi più contenuti per il resto dei capoluoghi mentre non si rilevano variazioni dello stock abitativo solo a Cagliari, Treviso, Frosinone, Pavia e Reggio Calabria.
Analizzando i capoluoghi di provincia italiani gli esperti di Idealista hanno evidenziato una leggera prevalenza di aree che hanno visto un incremento dell’offerta rispetto a un anno fa: sono 55 su 106 monitorate. La maggiore crescita si registra a Vibo Valentia (20%), che precede Taranto (18%), Macerata, Campobasso (entrambe su del 16%) e altri 11 centri dove la variazione dello stock in vendita è stata superiore al 10%.
Invariate le province di Milano, Asti, Rieti, Cagliari e L’Aquila. Di contro, i maggiori cali di prodotto disponibile in questo secondo trimestre riguardano Bologna (-18%), Trento (-15%) e Padova (-14%). Poi ancora, con indici di ribasso molto pronunciati Lucca, Trieste, Lodi (-11% per le tre province), Teramo e Bergamo (-10% per entrambe). A seguire la disponibilità di abitazioni si è ridotto in altre 38 province nell’ultimo anno.
