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Patrizia, il 90% degli investitori utilizza i dati Esg per i propri investimenti

PATRIZIA Headquarter

Patrizia, il 90% degli investitori utilizza i dati Esg per i propri investimenti

Di Tobia Zanotti
6 Luglio 2023

Generare valore attraverso una gestione attiva degli asset, con particolare attenzione alle iniziative di decarbonizzazione e alla raccolta di dati Esg, oltre a uno spostamento dell’attenzione verso strategie a valore aggiunto nei prossimi 5 anni. Sono queste le priorità degli investitori istituzionali emerse dalla indagine realizzata dal developer Patrizia che ha interviststo oltre 120 investitori istituzionali internazionali.

Secondo l’indagine, l’85% degli investitori ritiene che lo sviluppo da brown a green aumenterà nei prossimi 12 mesi, di cui quasi un quarto prevede un incremento significativo. Allo stesso tempo, 2 investitori su 3 prevedono un aumento sia della spesa in conto capitale che dei progetti di ristrutturazione, a testimonianza della crescente attenzione degli investitori per la creazione di valore attraverso la gestione concreta degli asset. Cambiano anche la strategia e la propensione al rischio, con investimenti debt, value-added e opportunistic classificati come le tre strategie in cui gli investitori prevedono di aumentare maggiormente le allocazioni nei prossimi cinque anni. Queste opinioni sottolineano una tendenza generale alla modernizzazione del patrimonio immobiliare europeo, dove circa il 65% degli edifici per uffici è stato costruito prima del 2000.

L’indagine ha inoltre mostrato che gli investitori appaiono oggi più cauti nell’espandere le loro allocazioni immobiliari, riflettendo l’incertezza dell’attuale contesto di mercato. La maggior parte degli investitori (55%) intende mantenere invariati i propri portafogli immobiliari, mentre circa un quinto prevede un aumento delle allocazioni e il 28% intende diminuirle nei prossimi cinque anni. In confronto, lo scorso anno oltre il 60% degli investitori aveva dichiarato di prevedere un aumento del proprio portafoglio immobiliare nei prossimi cinque anni. Per quanto riguarda il sentiment del mercato in generale, oltre la metà degli investitori prevede un calo dei rendimenti totali degli investimenti nei prossimi 12 mesi, mentre il 66% prevede un calo delle transazioni nello stesso periodo. Tuttavia, gli investitori restano fiduciosi sulla tenuta del profilo reddituale del settore immobiliare: il 64% ritiene che nel corso dell’anno ci sarà un aumento degli affitti, che compenserà il previsto forte aumento dei costi di finanziamento. In merito all’espansione dei loro portafogli immobiliari, gli investitori continuano a concentrarsi sulla logistica e sul residenziale. Oltre il 20% degli investitori prevede di aumentare il peso di ciascuna di queste classi di attività nei prossimi cinque anni, mentre prevede di continuare a diminuire l’esposizione al retail e agli uffici.

Se si considera il punto di vista degli investitori sui temi ambientali, sociali e di governance, l’indagine ha mostrato una continua tendenza all’aumento dell’importanza dell’Esg nel loro processo decisionale. Quasi il 90% degli intervistati ha dichiarato di raccogliere e utilizzare i dati Esg dei propri investimenti immobiliari (+17% su base annua). Allo stesso modo, il 70% ha dichiarato che i criteri Esg sono una parte importante del proprio processo di investimento e si aspetta che i nuovi investimenti prendano in considerazione gli obiettivi Esg , ad esempio i fondi ex articolo 8 secondo il regolamento Ue sulla divulgazione della finanza sostenibile. Oltre la metà degli investitori ha dichiarato di valutare l’“impatto” insieme al rischio e al rendimento nel processo decisionale per gli investimenti. Tuttavia, l’attenzione principale degli investitori continua a essere rivolta alla misurazione dell’impatto sul clima. L’82% ha dichiarato di voler monitorare il consumo energetico dei propri investimenti immobiliari nei prossimi cinque anni (+19% a/a). Nello stesso periodo, quasi tre quarti misureranno le emissioni dirette (Scope 1) di CO2 (+12% a/a), il 65% terrà traccia delle emissioni indirette (Scope 2) di CO2 (+67% a/a) e il 46% misurerà le emissioni di CO2 (Scope 3) lungo la catena del valore (+40% a/a).

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