Una carenza di 89.000 posti auto durante il giorno e 34.500 nel corso della notte. A questo deficit occorre aggiungere il numero di posti auto su strada eliminati per realizzare gli interventi di riqualificazione urbana legati ai nuovi 50 km di piste ciclabili, oltre a quelli destinati, e da destinare, ai nuovi spazi a giardini, aree gioco, spazi pedonali, dehors. Sono i numeri emersi da uno studio realizzato da Assimpredil Ance sul fabbisogno di spazi per la sosta delle autovetture a Milano alla luce delle evoluzioni della mobilità urbana. “La sostenibilità è un obiettivo che caratterizza le attività dell’associazione – dichiara Regina De Albertis, Presidente Assimpredil Ance – e il tema della mobilità e della sosta è centrale per la città di Milano. Per questo, abbiamo da più di un anno costituito un gruppo di lavoro interdisciplinare con esperti esterni che ha contribuito all’approfondimento sugli spazi per la sosta. Lo studio ne ha confermato la carenza e ha dimostrato come alla riqualificazione del paesaggio urbano possa dare un contributo decisivo la realizzazione di parcheggi destinati ai residenti e al traffico operativo mediante la contestuale eliminazione della sosta su strada”.
“Oggi – ha proseguito la Presidente di Assimpredil Ance – vogliamo offrire all’Amministrazione Comunale le riflessioni, i suggerimenti e le proposte che, partendo dallo studio Cantiere Mobilità, abbiamo svolto in un continuo, proficuo confronto con l’Assessora alla Mobilità del Comune di Milano, Arianna Censi e con i suoi dirigenti, che ringrazio per la disponibilità sempre dimostrata”.
“Milano – ha concluso Regina De Albertis – grazie alla sua amministrazione, alla imprenditività dei suoi operatori, alla voglia di fare dei cittadini, può certamente sperimentare nuovi percorsi e nuovi processi: credo che mai come ora il rapporto pubblico/privato possa essere decisivo, alla luce anche di quel concetto di fiducia e trasparenza reciproca che, nel rispetto dei rispettivi ruoli, il nuovo codice dei contratti, ad esempio, pone a fondamento, per fare di Milano una città moderna, accogliente, organizzata”.
“La situazione di Milano – aggiunge Attilia Albanese, Consigliere Delegata di Assimpredil Ance a mobilità e sosta, che ha coordinato il progetto – è sotto gli occhi di tutti: il fabbisogno significativo di posti auto per residenti e operatori con la conseguente gran quantità di auto che non possono trovare adeguato ricovero per la sosta; la necessità di assicurare spazi adeguati alla mobilità dolce per biciclette e monopattini, allo stazionamento di dehors ed alla fruizione sociale. Per questo, il ricovero delle auto nel sottosuolo consentirebbe di ripensare alla sistemazione del suolo con l’obiettivo di una riqualificazione del paesaggio urbano, come molte esperienze, sia a Milano sia in altre realtà nazionali ed estere, molto efficacemente dimostrano”.
Ance ha proposto l’individuazione non più di aree puntualmente identificate per la realizzazione della struttura di parcheggio, ma di “areali di fabbisogno” entro i quali vi sia libertà di proposta di intervento da parte degli operatori. Non solo. Anche ha proposto l’individuazione di poche localizzazioni che permettano di testare i nuovi criteri e che consentano di disegnare un modello che possa essere riproposto successivamente in altre realtà. A tal fine, è stata definita una griglia di valutazione dei progetti, una cosiddetta matrice criteriale, che l’amministrazione potrebbe utilizzare per valutare la congruità dell’intervento sotto l’aspetto urbano, sociale, ambientale. Infine, si sono esaminate le possibilità che si possono ricavare dal vigente PGT di Milano al fine di realizzare strutture di parcheggi su aree a pertinenza diretta o a pertinenza indiretta, o anche utilizzando la disciplina delle aree ed edifici dismessi.
