In arrivo a Milano oltre 6.700 nuovi appartamenti in più nei prossimi tre anni grazie a interventi in corso di rigenerazione urbana. Ma potrebbero raddoppiare con procedure più veloci e semplificate per rispondere alla richiesta stimata di 50.000 alloggi. E’ quanto emerso dal convegno realizzato da Aspesi e Urban Up|Unipol per presentare le principali operazioni private di trasformazione e recupero immobiliare nelle aree non centrali della città avviate dalle più importanti società di sviluppo immobiliari milanesi come AbitareIn, Euromilano, Filcasa, Finanziaria Immobiliare d’Este (Fide), Lendlease e Nexity.
“Gli oltre 6.700 alloggi che arriveranno sul mercato nei prossimi tre anni, in vendita e in parte in affitto, solo dai progetti illustrati da sette delle società di sviluppo immobiliare”, dichiara Federico Filippo Oriana, Presidente di Aspesi, “permetteranno il raddoppio (2.400 all’anno circa che si vengono ad aggiungere ai 2.500 circa all’anno attuali) del numero di alloggi nuovi che il sistema complessivo dei promotori e costruttori mette oggi annualmente sul mercato abitativo (vendita e locazione) di Milano”.
Questi progetti presentati rappresentano un importante contributo al futuro della città, messo a rischio dalla mancanza di alloggi i cui prezzi continuano a crescere, raggiungendo valori inavvicinabili per la maggior parte di chi cerca casa per lavorare a Milano. Ma il raddoppio della produzione attuale è ancora largamente insufficiente per un fabbisogno abitativo di 50.000 alloggi mancanti nel territorio del comune di Milano.
“Basterebbe la rapida approvazione dei nuovi progetti già presentati dalle società di sviluppo milanesi associate ad Aspesi” conclude Oriana, “per portare ad un ulteriore forte incremento di nuovi alloggi in acquisto o in affitto a Milano, arrivando ad offrirne solo da parte di questi nostri Soci circa 13.000 (invece dei 6.753 già in produzione) nei prossimi anni fino al 2026 (anno delle Olimpiadi che trascineranno esigenze abitative ulteriori), con ciò offrendo un contributo veramente decisivo alla mitigazione dell’emergenza abitativa di Milano. E per raggiungere questo obiettivo essenziale non occorrono soldi pubblici, ma solo procedure autorizzative più veloci e semplificate per operazioni di recupero che non consumano nuovo suolo e abbattono le emissioni inquinanti”.
