A Milano il mercato degli affitti ha visto dal 2015 al 2021 una crescita dei canoni a metro quadro del 25%-30%. In rialzo anche il numero assoluto dei contratti annualmente firmati (da circa 40.000 a circa 55.000) e dei contratti transitori, con un aumento dal 17,5% al 24,2%. Al contrario, i contratti a canone concordato ed agevolato-studenti sono rimasti stabili, complessivamente intorno al solo 5% dei nuovi contratti annualmente firmati. E’ quanto emerso dai dati elaborati dall’Osservatorio Casa Affordable, secondo cui, per quanto riguarda gli acquisti, esiste una forte discrepanza tra il valore di compravendita di un’abitazione e il potere di acquisto della maggioranza della popolazione lavorativa.
Dai dati raccolti da Fimaa, se si escludono i valori del centro storico (oltre il doppio rispetto al resto), la media dei valori di compravendita effettiva nel comune di Milano è stata nel 2021 (per metro quadro commerciale) di 5.268 euro sul mercato del nuovo/classe energetica A o B, di 4.122 euro sul mercato dell’usato in buone condizioni e di 3.086 euro su quello dell’usato da ristrutturare.
Quindi, sulla base di questi dati, una persona con un reddito netto di 1.500 euro al mese (rappresentativa di circa un quarto dei percettori di reddito a Milano) potrebbe permettersi – mantenendo la rata del mutuo ventennale al 30% del reddito e un Loan To Value dell’80% di acquistare a Milano (escludendo il centro storico) 18 metri quadri sul mercato del nuovo/classe energetica A o B, 24 metri quadri sul mercato dell’usato in buone condizioni e 31 metri quadri sul mercato dell’usato da ristrutturare.
