Il grocery rappresenta un settore diversificato in termini di proprietà e brand che ha dimostrato un’ottima tenuta dei propri fondamentali nelle varie fasi di mercato. Le caratteristiche difensive e anti-cicliche del segmento rappresentano un forte incentivo per eventuali strategie di investimento nel nostro Paese. Nei momenti di crescita economica, l’aumento del reddito disponibile consente alle famiglie di acquistare di più, mentre quando la fiducia diminuisce i consumi ven gono generalmente ridotti. La pandemia di Covid – 19 ha dimostrato la resilienza del settore grocery: la domanda è aumentata, beneficiando anche dei maggiori livelli di smart working e della chiusura di ristoranti e locali da asporto.
Secondo un’analisi realizzata da Savills, nei primi nove mesi del 2022, nonostante la crescente incertezza causata dal conflitto Russia-Ucraina, l’aumento dell’inflazione e la diminuzione del reddito reale delle famiglie, le vendite al dettaglio di alimenti, bevande e tabacco non hanno arrestato la loro espansione, con incrementi positivi pari a circa il 5% rispetto al periodo pre – Covid.
In Europa, tra il 2013 e il 2019, supermercati e ipermercati hanno rappresentato circa il 7% degli investimenti totali nel settore retail, mentre nel 2020 e 2021 la loro quota è salita rispettivamente al 20% per i supermercati e al 17% per gli ipermercati, confermando l’elevato appeal del settore.
In Italia, gli investimenti in immobili destinati al grocery negli ultimi anni hanno seguito un trend altalenante. Nei primi nove mesi del 2022 oltre il 25% dei volumi retail riguardano questo tipo di immobili a conferma del crescente interesse per il segmento.
“A guidare la fiducia degli investitori sono le caratteristiche “difensive” del settore. I flussi di cassa costanti, la solidità finanziaria dei conduttori, le positive prospettive di fatturato nel medio periodo rendono il segmento del grocery appetibile soprattutto per investitori con una logica di investimento di lungo periodo e con una bassa propensione al rischio”, ha spiegato Marco Montosi, Head of Investment di Savills. “Questa tipologia di prodotto presenta caratteristiche tali da poter intercettare l’interesse anche di interlocutori istituzionali non solamente interessati al profilo immobiliare dell’opportunità, ma anche alle caratteristiche industriali del covenant”.
“Il rafforzarsi di alcuni trend sul comportamento dei consumatori – che vedono prediligere acquisti più frequenti e di importo più contenuto e preferire punti vendita di prossimità – hanno consolidato il successo di questo tipo di formula distributiva. Inoltre, l’implementazione di nuovi servizi o attività ristorative piuttosto che l’affermarsi della formula del discount permettono di rispondere in maniera coerente alle esigenze di diverse tipologie di utenti, contribuendo al consolidamento delle quote di mercato e dei relativi fatturati”, ha aggiunto Maddalena Panu, Head of Retail and Special Projects di Savills.
