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Mutui, costo medio inferiore del 4% rispetto al 2007

Rialzo mutui di 50 euro al mese con l’ultimo aumento dei tassi Bce

Dall'inizio degli interventi, finanziamenti più cari di 150 euro

Di Tobia Zanotti
31 Ottobre 2022

L’aumento dei tassi d’interesse di 0,75 punti deciso dalla Bce pesa sulle famiglie italiane che hanno acceso un mutuo a tasso variabile. E’ l’allarme lanciato da Codacons secondo cui, considerata una fascia media di mutuo a tasso variabile di importo compreso tra i 125mila e i 150mila euro (ossia l’importo più richiesto in Italia da chi accende un finanziamento per l’acquisto di una casa), la rata mensile salirà tra i 40 e i 50 euro per effetto del nuovo aumento dei tassi deciso dalla Bce. Se però si considerano tutti gli incrementi imposti dalla Banca Centrale Europea negli ultimi mesi, la rata mensile di un mutuo a tasso variabile salirà complessivamente tra i 120 e i 150 euro rispetto a quanto pagato lo scorso anno, con ripercussioni sulle famiglie comprese tra i +1.440 e +1.800 euro all’anno. Nel caso di un nuovo mutuo a tasso fisso da 200.000 euro della durata di 20 anni, l’incremento arriva fino a 3.100 euro.

“Avevamo previsto lo scorso agosto la stangata sui mutui che sarebbe scattata in autunno, e purtroppo i nostri timori hanno trovato conferma”, ha spiegato il presidente del Codacons Carlo Rienzi. “L’incremento del costo dei finanziamenti si aggiunge così al caro-bollette e all’emergenza prezzi, aggravando ulteriormente i conti degli italiani: ciò apre un altro pericoloso fronte, quello dei ritardi nei pagamenti delle rate da parte delle famiglie in difficoltà, schiacciate dall’emergenza energia, da un’inflazione alle stelle e ora anche da mutui sempre più cari e difficili da pagare”.

“Occorrerà attendere qualche giorno per capire in quale misura la recente decisione della Bce modificherà il mercato dei mutui e l’impatto preciso sui mutui già accesi dagli italiani”, ha aggiunto il portavoce del Codacons, Stefano Zerbi.  Ciò che è certo, è che l’aumento varato dalla Bce, seppur finalizzato a contenere l’inflazione, arriva in un momento in cui le famiglie sono assediate dal caro-bollette e da una crescita record dei prezzi al dettaglio. Un aggravio di spesa aggiuntivo che impoverirà gli italiani e aumenterà il rischio di ritardi nei pagamenti delle rate, con i nuclei più in difficoltà che a fine mese dovranno scegliere se pagare le bollette o la rata del mutuo”.

Ovviamente nel caso di un mutuo a tasso fisso preesistente non ci saranno modifiche, ma per quelli che accedono ora questa tipologia di mutuo il tasso risulta sensibilmente più costoso rispetto alle condizioni in vigore solo un anno fa, a causa della costante crescita dei tassi di interesse accentuata anche dalla guerra in Ucraina. Il tasso di riferimento per i mutui fissi è passato da 0,40 del settembre 2021 per i mutui di 20 anni al 2.79% attuale, per i mutui di 25 anni dallo 0,51% al 2.58%, per i trentennali dallo 0,48% al 2.41%.

Nel caso dei mutui variabili, invece, il tasso di riferimento è quello dell’Euribor che il 27 settembre 2021 era pari a -0,55% per un mese e -0,54% per i tre mesi mentre al 27 Ottobre 2022 è salito rispettivamente all’1,13% e all’ 1,61%.

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