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Scatto in avanti per il mercato delle abitazioni in Italia (+34% nel 2021)

Unipol, un italiano su 3 valuta di cambiare casa nei prossimi 2 anni

Forte attenzione a impatto ambientale ed efficienza energetica

Di Tobia Zanotti
10 Ottobre 2022

Un’istantanea alla casa per scoprire il vissuto, i progetti e i desideri degli italiani legati alla propria abitazione. E’ questo il focus della nuova ricerca di Changes Unipol, realizzata ed elaborata da Ipsos.

L’indagine ha esplorato anche il modo in cui gli italiani vivono attualmente il rapporto con la loro casa: in particolare, l’abitazione è oggi un luogo più individuale, in cui si guarda tv, si legge e si ascolta la radio (più spesso rispetto al periodo pre-Covid nel 37% dei casi), si sta con la famiglia (incremento nel 34% dei casi) e ci si dedica a hobby, lavoretti, cucina e giardinaggio (32%). Si è persa invece la connotazione di luogo di convivialità, tanto che ben il 48% dei nostri connazionali afferma di passare in casa meno tempo con gli amici rispetto a due anni fa. Questo dato cresce, rispettivamente al 51% e 58%, per la Generazione X (tra 41 e 56 anni) e i Baby Boomers, i più condizionati ancora dagli effetti della pandemia.

Il maggior tempo trascorso in casa, però, ha indotto le persone a rendere l’abitazione più bella e funzionale: nell’ultimo anno un italiano su tre (il 32%) ha sostituito degli elettrodomestici e il 23% pensa di farlo entro il prossimo anno, mentre il 18% ha fatto cambiamenti nell’arredamento, il 17% ha ristrutturato gli interni e il 14% gli esterni. La ristrutturazione di interni ed esterni, grazie anche agli incentivi statali, rimane nei programmi per il prossimo anno, rispettivamente per il 27% e per il 24% degli italiani. Il 70% degli intervistati considera sicura la propria zona di residenza, a fronte di un solo 8% che la valuta “a rischio”, sebbene questo dato cresca notevolmente in grandi città come Milano, arrivando al 17%, e Napoli (15%). Correlato a ciò, il 72% si sente sicuro in casa: la percezione di essere esposti a rischi legati alla propria abitazione, quali furti, incendi o danneggiamenti riguarda soltanto 3 italiani su 10.

Circa un italiano su tre (il 29%) ipotizza di cambiare casa nei prossimi due anni

Se la certezza di cambiare casa nell’arco dei prossimi due anni viene dichiarata soltanto dal 6% degli italiani, la percentuale sale significativamente e si attesta al 29% se si aggiungono anche coloro che si dichiarano “probabilmente” pronti a questo passo. La certezza del cambiamento è più marcata tra gli abitanti di Torino (11%), Firenze (10%) e Bari (10%).

La preferenza per un’abitazione di proprietà rimane forte, ma viene espressa solo dal 55% degli italiani, a fronte di un 17% per l’affitto: è soprattutto nelle grandi città del Centro Nord che la propensione per l’acquisto è più marcata, con percentuali tra il 60 e il 70% circa (in particolare Milano è al primo posto con il 67%). Sono invece i più giovani della Generazione Z (fino a 26 anni, evidentemente anche a causa di minor reddito disponibile) a indicare più frequentemente – nel 51% dei casi – soluzioni abitative alternative, quali l’affitto, le case/residence con formule “zero pensieri” oppure il co-living.

Il prezzo resta il primo criterio di scelta di una nuova abitazione (64%), ma inizia a emergere una forte attenzione su impatto ambientale ed efficienza energetica (37% dei casi) Il prezzo è l’elemento più importante (per il 64% degli intervistati) da considerare nella scelta di una nuova abitazione, seguito dalla zona (48%), dalla luminosità (42%) e dalla metratura (41%). Ma al quinto posto tra i criteri di scelta emerge anche l’”alta efficienza energetica/basso impatto ambientale”, indicata nel 37% dei casi, a testimonianza di una nuova sensibilità degli italiani verso risparmio e consumi sostenibili. Tra gli altri fattori, la sicurezza (presenza di telecamere nelle aree comuni e servizio di portineria) viene indicata soltanto nel 18% dei casi, all’8° posto nell’ordine di classifica.

Tra gli abitanti delle aree metropolitane, i veronesi sono i più virtuosi e collocano il basso impatto ambientale/efficienza energetica al 3° posto dei criteri, mentre a Napoli, Bari e Palermo c’è una maggiore attenzione alla sicurezza, indicata rispettivamente nel 22%, 31% e 29% dei casi, rispetto alla media nazionale. Tra le diverse generazioni, sono i Baby Boomers (57-74 anni) i più sensibili all’ambiente, nel 46% dei casi, mentre la Generazione Z è più orientata a criteri come la sicurezza (30%) e la vicinanza ai mezzi pubblici (23%).

Si scardina il sogno del vivere nei centri storici: potendo scegliere, soltanto 1 italiano su 4 (il 24%) preferirebbe vivere in centro città, a fronte di un 40% che vorrebbe stare in periferia, pur di avere a disposizione spazi più ampi, e di un 36% che vorrebbe andare fuori città, in un contesto più tranquillo, a contatto con la natura e in una casa più grande. I più propensi al centro delle città sono i giovani della Gen Z (34%), laddove le preferenze dei Millennials (tra 27 e 40 anni) si concentrano sulle periferie (45%) e quelle dei Baby Boomers sul fuori città (43%).

Cosa non può mancare nella casa degli italiani? Priorità ad ambiente e clima, in secondo piano la tecnologia Oltre al riscaldamento, considerato irrinunciabile dagli intervistati, in termini di dotazioni e accessori la priorità degli italiani è verso elementi legati al clima e all’ambiente: la possibilità di produrre energia green o comunque avere impianti energeticamente efficienti è indispensabile per il 39%, seguita dall’avere un giardino privato (37%), l’aria condizionata (32%) o una terrazza privata (30%).

E’ soprattutto nelle metropoli del sud che il condizionatore d’aria è considerato fondamentale (a Bari nel 43% dei casi, a Palermo nel 46%), così come è nei primi tre posti a Milano e Verona: a Firenze, Napoli Bologna e Roma, invece, al condizionatore viene preferita la terrazza privata. La casa hi-tech non sembra invece per ora una priorità, visto che le tv di ultima generazione sono indicate come “must have” solo nel 19% dei casi, così come l’home security (10%, che però sale al 18% per la Gen Z) e la domotica (7%).

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