L’attuale congiuntura economica, sempre più caratterizzata dall’aumento dell’inflazione che ha raggiunto l’8%, dal rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce, dal rincaro dei beni energetici e da una contrazione generale dell’economica globale, non ha impattato sulle intenzioni di chi vuole comprare o vendere casa. Lo sostengono gli esperti di Gabetti secondo cui, nei primi sei mesi del 2022, si sono realizzate 400.487 transazioni.
Tra le città che hanno registrato un andamento positivo spicca Milano che ha continuato a crescere in tutto il semestre del 2022 con un aumento delle compravendite del 17,5% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Tuttavia, nel secondo trimestre dell’anno Milano si è posizionata come penultima tra le grandi città con il +3,8% rispetto al secondo trimestre del 2021. “Il calo al Q2 è indicativo del fatto che il combinato disposto tra prezzi di vendita elevati, che a Milano registrano una crescita ben al di sopra della media nazionale, e aumento dei tassi di interesse dei mutui, ha rallentato le compravendite del settore residenziale”, hanno sottolineato gli esperti di Gabetti.
Forte crescita anche per Palermo con transazioni su dell’11,9% nei primi sei mesi dell’anno, guadagnando però maggiormente nel secondo trimestre con una crescita +8,8% rispetto al secondo trimestre del 2021. Negli ultimi anni la città ha investito molto sul recupero e sul rilancio turistico del centro storico soprattutto attraverso la pedonalizzazione delle due arterie storiche che attraversano il centro storico (via Roma e Via Maqueda). Questo, insieme a prezzi di vendita che a Palermo stazionano al di sotto della media nazionale, ha premiato in termini di andamento delle compravendite e rivalutazione immobiliari.
Bologna ha continuato a essere una città dinamica con una domanda di compravendite molto vivace che al primo semestre 2022 ha chiuso al +11,5% (in linea con l’andamento del secondo trimestre). La città, che da anni è il maggiore centro terziario del nord-est, negli ultimi anni è stata interessata da una elevata domanda turistica che sta orientando sempre di più gli investitori verso l’acquisto per investimento.
Segnali di dinamismo in termini di immobili residenziali compravenduti anche per Genova che ha chiuso il primo semestre dell’anno con un +5,2% rispetto allo stesso semestre dello scorso anno. Bene soprattutto il Q2 che ha registrato un +6,5% rispetto al Q2 2021. La città sta vivendo un momento di fermento grazie al percorso di rigenerazione del Waterfront, incidendo sulla stabilità dei prezzi di vendita, dopo anni di decremento, e sulla vivacità delle compravendite.
Ottima performance nel secondo trimestre del 2022 anche per Roma con il +11,1% (insieme a Bologna è la città che ha fatto meglio nel Q2 2022), chiudendo il semestre con un transato di immobili residenziali del +9%.
“Il clima del mercato immobiliare residenziale del primo semestre 2022″, ha spiegato Marco Speretta, direttore generale del Gruppo Gabetti, “ha goduto certamente dell’onda lunga di una ripresa del mercato iniziata lentamente dopo il periodo più buio della pandemia, e invigoritasi grazie alla diffusione dei vaccini anti Covid-19 che hanno immesso un’iniezione di fiducia nei mercati finanziari e immobiliari. Il contesto geopolitico attuale e le turbolenze economiche venutesi a creare hanno però riportato il mercato in un clima di incertezza. In questo nuovo contesto, i dati sulle compravendite in questa prima metà dell’anno erano molto attesi per valutare la tenuta del mercato. Le compravendite non hanno tradito le aspettative degli operatori e per il momento hanno retto l’urto, anche grazie ad alcuni driver che hanno spinto il settore. Un primo driver è da ricercare nel fatto che, di fronte ai rincari dei beni energetici e alla consapevolezza ormai assunta dei vantaggi indotti da un immobile energeticamente riqualificato, le famiglie hanno necessità di sostituire la propria abitazione con una meno energivora. Questo molto probabilmente si è tradotto infatti in un’ampia quota di sostituzione prima casa imprimendo delle ricadute positive sul mercato delle compravendite di immobili residenziali. Un secondo driver risiede nella spinta che, in questo primo semestre, deriva principalmente dai capoluoghi e dalle grandi città (+10,4%) rispetto ai non capoluoghi (+7,7%), dove sono concentrati gli interessi degli investitori sia istituzionali sia privati.”
“I capoluoghi e le grandi città tornano a trainare il mercato immobiliare”, ha aggiunto Diego Vitello, Analyst dell’Ufficio Studi Gabetti. “Accanto al mercato tradizionale della compravendita delle abitazioni, il comparto living è interessato da un nuovo incremento di investimenti immobiliari da parte di soggetti istituzionali per lo più internazionali. Nel primo semestre 2022, gli investimenti corporate living registrano una quota di 761 milioni di euro, con importanti operazioni su Milano e Roma. L’interesse verso il comparto è il riflesso di un mondo del lavoro che è sempre più dinamico, flessibile e mobile, che cambia le esigenze abitative dei lavoratori. Ed è proprio nei capoluoghi più dinamici, infatti, che le innovazioni nel mondo del lavoro e nella cultura del vivere la città stanno spingendo verso progetti di rigenerazione urbana con un’ampia quota di residenziale innovativo come co-living, micro-living e PRS (Private Rented Sector).”
