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Mutui, ha 40 anni ed è residente nel nord Italia il richiedente medio

Kiron, il 91,3% dei mutui accesi nel 2021 è stato a tasso fisso

Il 92,6% del totale delle richieste di finanziamento ha riguardato prime case

Di Tobia Zanotti
27 Aprile 2022

Nel 2021 il 91,3% dei mutui accesi è stato a tasso fisso. E’ quanto evidenziato dall’analisi realizzata da Kìron Partner (Gruppo Tecnocasa) in base ai dati sui mutui ipotecari sottoscritti attraverso le agenzie a marchio Kìron ed Epicas.

Secondo lo studio, l’acquisto della prima casa è la motivazione principale per la quale si sottoscrive un mutuo e rappresenta il 92,6% del totale delle richieste. Chi opta per la sostituzione o la surroga rappresenta il 3,5%. Le operazioni di consolidamento dei debiti costituiscono lo 0,5%. Chi invece fa ricorso al finanziamento per ottenere maggiore liquidità, per motivazioni diverse da quelle dell’acquisto dell’abitazione a fronte di garanzie patrimoniali, rappresenta lo 0,8% del totale. E’ pari allo 0,5% la percentuale di coloro che accendono un mutuo per costruire o ristrutturare la propria abitazione. Interessante analizzare anche quanti scelgono un finanziamento per l’acquisto della seconda casa e che costituiscono il 2,2%.

Rispetto al 2020 rileviamo una crescita per l’acquisto della prima casa del +4,0% e un calo per consolidamento del -0,4%, sostituzione e surroga del -3,2%; pressoché invariate le altre finalità.

TIPOLOGIA TASSO

Le dinamiche degli indici di riferimento evidenziano tassi che hanno raggiunto nuovamente valori storicamente minimi e un costo del prodotto (spread) medio più contenuto rispetto agli anni passati. In questo periodo il 91,3% dei mutuatari ha optato per un prodotto a Tasso Fisso. La seconda scelta è stata quella per il prodotto a Tasso Variabile con il 6,6% delle preferenze.

Rispetto al periodo precedente rileviamo una crescita per i prodotti a tasso fisso del +4,6% e un calo per i prodotti a tasso variabile con CAP del -3,4%; pessoché invariati gli altri prodotti.

Tasso variabile: rata collegata nel tempo ad un tasso di riferimento (Euribor o BCE) che ad ogni variazione positiva o negativa ne aumenta o diminuisce la rata.

Tasso variabile con CAP: tasso variabile puro con l’opzione di avere un tetto massimo da non superare.

Tasso fisso: rata invariata in quanto il tasso è definito nel momento della sottoscrizione in funzione del parametro di riferimento (EurIRS).

Tasso misto: mutuo flessibile con la possibilità di passare da una rata a tasso fisso ad una a tasso variabile o viceversa.

DURATA DEL MUTUO

A livello nazionale la durata media del mutuo è di 25,2 anni, mentre nel 2021 era pari a 24,8 anni. Segmentando per fasce di durata, emerge che il 43,8% dei mutui ha una durata compresa tra 26 e 30 anni. Il 30,7% si colloca nella fascia 21-25 anni. Il 9,0% rientra nella fascia 10-15 anni. I prestiti ipotecari di durata inferiore a 10 anni rappresentano solamente lo 0,1% del totale, a causa dei costi elevati della rata mensile.

IMPORTO DEL MUTUO

Nel 2021 l’importo medio di mutuo erogato sul territorio nazionale è stato pari a 115.600 euro, mentre nell’anno precedente ammontava a 114.100 euro.

Suddividendo il campione per fasce di erogato, si nota come la ripartizione sia più sbilanciata verso importi di medio-bassa entità. Il 41,3% dei mutui erogati, infatti, ha un importo appartenente alla fascia ≥ 50.000 e < 100.000 euro. Il 35,4% dei mutuatari ha ottenuto un finanziamento da 100.000 euro a 150.000. Il 12,6%, invece, si colloca nella fascia successiva, ≥ 150.000 e < 200.000 euro. La percentuale dei mutui che superano i 200.000 euro è pari a 6,4%.

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