Le compravendite di immobili retail hanno chiuso il 2025 con un deciso rialzo: secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, le transazioni sono aumentate del 7,0% rispetto all’anno precedente, per un totale di 46.036 compravendite. I dati raccolti dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa attraverso le reti specializzate Tecnocasa e Tecnorete Immobili per l’Impresa mettono in evidenza che a guidare la domanda è quasi esclusivamente la logica dell’investimento.
Nel secondo semestre del 2025, il 25% degli acquirenti ha dichiarato finalità di investimento — una quota rilevante che conferma come il retail sia percepito come asset da reddito più che da utilizzo diretto. Il profilo più ricercato è il taglio piccolo, sotto i 100 mq, con rendimenti lordi attesi tra il 9 e il 10% annuo. Per le posizioni di pregio — vie ad alto traffico nelle grandi città e nelle destinazioni turistiche — si accettano percentuali più basse, compensate da un rischio di vacancy strutturalmente inferiore.
A Napoli si registra il rendimento più elevato tra le piazze monitorate dal Gruppo Tecnocasa, con il 12,4% lordo annuo.
Sul lato dei prezzi, il decennio appena trascorso ha lasciato il segno: i valori sono scesi del 18,5% sulle vie di passaggio e del 21,9% su quelle secondarie. Un ribasso che, paradossalmente, ha riacceso l’interesse all’acquisto, rendendo il retail accessibile anche per operazioni di cambio d’uso in residenziale, particolarmente diffuse nelle vie non commerciali.
La variabile determinante resta il posizionamento, ma con un’attenzione crescente anche all’affidabilità del conduttore: in un mercato dove la redditività dipende dalla continuità dei canoni, la solidità dell’attività presente nell’immobile pesa quanto — se non più — della location.
