Villa Certosa, la residenza di Porto Rotondo di Silvio Berlusconi, passa alla dinastia reale del Qatar per un valore che si aggirerebbe, stando alle indiscrezioni che circolano in queste ore, intorno ai 350 milioni di euro. Immobiliare Idra, società del gruppo Fininvest, ha confermato di aver accettato una proposta vincolante formulata da un soggetto straniero per la cessione della proprietà. Dietro l’operazione ci sarebbe la Constellation Hotels Holding, società di investimenti con sede in Lussemburgo che funge da braccio immobiliare europeo e globale della dinastia Al Thani, al governo del Qatar da oltre 150 anni.
La cifra è sensibilmente inferiore ai 500 milioni inizialmente richiesti dagli eredi quando la proprietà era stata messa sul mercato dopo la morte del Cavaliere, nel giugno 2023. A svelare l’identità del compratore è stata quasi casualmente la pratica numero 28729 del 6 marzo 2026, emersa durante una seduta del consiglio comunale di Olbia, messa in luce da La Nuova Sardegna, intestata non alla solita Idra Immobiliare ma proprio alla società lussemburghese degli Al Thani.
Villa Certosa è nei numeri un complesso fuori scala: con i suoi 580.477 metri quadrati di estensione — pari a 83 campi da calcio — è più grande dello Stato del Vaticano. Il perimetro coperto sfiora i 4.500 metri quadrati, tra una villa centrale da 14 camere da letto, sette ville per gli ospiti e numerosi cottage. Le pertinenze comprendono sette piscine, campi da golf e da calcio, un anfiteatro, la finta grotta di Nettuno, un vulcano artificiale e un bunker atomico sotterraneo.
Berlusconi acquistò la proprietà negli anni Ottanta, rinominandola dopo aver cancellato l’originario nome di Villa Monastero, e la trasformò progressivamente in un buen retiro di lusso. Tra il 2001 e il 2011 la tenuta funzionò anche come sede ufficiosa della politica estera dei governi Berlusconi, ospitando tra gli altri George W. Bush, Tony Blair, Vladimir Putin e José Luis Rodríguez Zapatero. Un ruolo formalizzato nel 2004 da un decreto governativo che elevò la villa a “sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del Presidente del Consiglio”.
Dopo la scomparsa del Cavaliere, i figli non avrebbero mai mostrato un vero attaccamento alla residenza sarda, considerata troppo ingombrante e troppo legata a cronache mondane e giudiziarie. Da qui la decisione di metterla in vendita, con voci di trattative che si sono rincorse a lungo. Il mandato era stato affidato a Sotheby’s International Realty, con il supporto di Knight Castle Real Estate per il Medio Oriente e di Carolwood Partners per gli Stati Uniti.
