Nasce ConTech Hub, la nuova community tematica dedicata alla Construction Technology promossa da TEHA Group – The European House Ambrosetti con l’obiettivo di accompagnare la trasformazione strutturale del settore delle costruzioni e dello smart building, puntando su produttività, innovazione industriale, digitalizzazione e sostenibilità. L’iniziativa è stata presentata in occasione del quarto Rapporto Strategico 2026 della Community Smart Building e punta a costruire una piattaforma permanente di analisi e confronto per definire un’agenda condivisa dell’intera filiera edilizia.
Secondo TEHA Group, per recuperare il divario strutturale di produttività che continua a frenare il comparto non è più sufficiente limitarsi al concetto tradizionale di smart building, ma occorre estendere la trasformazione all’intera catena del valore delle costruzioni, intervenendo su processi, supply chain, modelli industriali, dati e tecnologie di cantiere.
Il settore delle costruzioni, pur rappresentando uno dei pilastri industriali europei con oltre 27 milioni di occupati, 6,5 milioni di imprese e circa il 12% del valore generato nell’Unione Europea, continua infatti a mostrare forti criticità sul fronte della produttività e della capacità di innovazione. In Europa il 95% della filiera è composto da piccole e medie imprese, elemento che rende più difficile raggiungere economie di scala e incrementare l’efficienza, soprattutto in un contesto caratterizzato da costi del lavoro in crescita e investimenti ancora limitati in ricerca e sviluppo.
I numeri mostrano un comparto cresciuto sul piano dimensionale ma non ancora sul fronte dell’efficienza. Tra il 2015 e il 2023 il fatturato europeo delle costruzioni è passato da 1,33 a 2,31 trilioni di euro, con un incremento del 73,7%, ma il rapporto tra valore aggiunto e fatturato è rimasto stabile attorno al 30%, evidenziando una difficoltà strutturale nel trasformare la crescita in maggiore produttività.
Anche in Italia il quadro conferma la stessa dinamica. Tra il 2016 e il 2024 il Pil settoriale è aumentato del 51,5%, mentre la produttività si è fermata al +20,9%, registrando addirittura una flessione nel 2024. Una crescita trainata soprattutto dagli incentivi legati a Superbonus e Pnrr che, secondo l’analisi riportata da TEHA Group, non si è tradotta in un consolidamento strutturale del vantaggio competitivo del comparto. Secondo Cresme, tra il 2024 e il 2025 il valore della produzione nazionale delle costruzioni è sceso del 2,1% e gli investimenti del 2,9%, rendendo ora centrale il tema dell’innovazione e dell’aumento della produttività.
Tra gli elementi più critici evidenziati dal rapporto emerge il tema degli investimenti in ricerca e sviluppo. In Europa nel 2024 gli investimenti R&S del settore si sono attestati a circa 2,25 miliardi di euro, mentre in Italia nel 2023 si sono fermati a circa 57,6 milioni. Secondo TEHA Group, livelli così contenuti limitano la diffusione dell’innovazione nei materiali, nei processi costruttivi e nelle tecnologie digitali, impedendo al settore di migliorare standardizzazione, industrializzazione ed efficienza.
Il nuovo paradigma ConTech individuato dalla community punta quindi a superare il semplice concetto di edificio intelligente per abbracciare un ecosistema più ampio che coinvolga infrastrutture dati, supply chain, processi produttivi, tecnologie avanzate e modelli industriali. Le direttrici individuate sono tre: aumento della produttività e dell’industrializzazione, miglioramento delle performance ambientali e raggiungimento della neutralità carbonica, oltre alla riduzione dei rischi e al rafforzamento di sicurezza e compliance.
Uno dei principali nodi riguarda la gestione dei dati. Secondo il rapporto, il 90% dei dati prodotti a livello globale dalle attività edilizie resta non strutturato e quindi inutilizzabile, generando inefficienze che possono arrivare fino a 1,85 trilioni di dollari all’anno. In questo contesto cresce il mercato globale del Building Information Modeling (Bim), previsto in espansione da 7,5 miliardi di dollari nel 2023 a oltre 29 miliardi entro il 2034.
Il rapporto individua inoltre tra le sfide centrali la sostenibilità dei materiali da costruzione. L’utilizzo massivo del cemento, destinato a raggiungere globalmente i 20 miliardi di metri cubi entro il 2050, continua a incidere fortemente sulle emissioni. Degli edifici responsabili del 39% delle emissioni energetiche globali, l’11% deriva direttamente da materiali e attività di cantiere. Parallelamente cresce il mercato dei materiali a basse emissioni e alte prestazioni, previsto in aumento da 368,7 miliardi di dollari nel 2025 a 708,9 miliardi entro il 2030.
Tra i driver di trasformazione citati anche la Renovation Wave Strategy della Commissione Europea, che punta a raddoppiare i tassi di ristrutturazione entro il 2030, con l’obiettivo di rinnovare 35 milioni di edifici, creare fino a 160mila nuovi posti di lavoro e ridurre i costi energetici delle famiglie tra il 30% e il 40%.
Grande attenzione alle tecnologie off-site e modular construction, considerate fondamentali per integrare logiche industriali nei processi edilizi tradizionali e ridurre fino al 50% i tempi di realizzazione dei progetti. Secondo TEHA Group, la forte domanda europea di housing accessibile, con un deficit stimato di circa 650mila abitazioni, potrebbe rappresentare un acceleratore concreto per lo sviluppo di questi modelli.
Infine, centrale il tema della digitalizzazione e dell’automazione. Il settore edilizio viene indicato come uno dei meno digitalizzati dell’economia, ma la crescente carenza di manodopera qualificata in Europa sta spingendo l’adozione della robotica avanzata nei cantieri. Secondo i dati citati nel rapporto, nei primi nove mesi del 2025 gli investimenti globali di venture capital nella robotica applicata alle costruzioni hanno raggiunto 1,36 miliardi di dollari, con un incremento del 125% rispetto all’intero 2024.
“Il settore delle costruzioni sta attraversando un periodo di trasformazione strutturale che necessita un cambio di passo importante per superare una produttività stagnante, filiere ancora frammentate e pressioni normative sempre più stringenti”, sottolinea Jacopo Palermo, Associate Partner e responsabile dell’Area Real Estate & Construction di TEHA Group. “In questo scenario, lo Smart Building non rappresenta più soltanto una frontiera tecnologica o un ambito specialistico di innovazione, ma una necessità strategica: un nuovo paradigma per progettare, realizzare, riqualificare e gestire gli edifici lungo l’intero ciclo di vita”.
Secondo TEHA Group, la Construction Technology rappresenta dunque il fattore abilitante di una trasformazione strutturale del settore delle costruzioni fondata su produttività, innovazione e competitività, oltre che uno strumento strategico per rafforzare il sistema industriale italiano e generare valore sui territori.
