Limenet, startup italiana specializzata nella decarbonizzazione delle industrie hard-to-abate, e Fassa Bortolo, storico gruppo italiano leader nei materiali per l’edilizia fondato nel 1710, hanno siglato un accordo da 5 milioni di euro per il co-sviluppo di un forno elettrico indiretto di nuova generazione destinato alla produzione di calce ad alte prestazioni e basse emissioni. L’intesa prevede un investimento paritetico di 2,5 milioni ciascuno.
L’obiettivo è realizzare entro due anni un calcinatore elettrico di scala commerciale da 10 megawatt, capace di ridurre le emissioni di CO₂ di circa il 22% rispetto ai sistemi tradizionali alimentati a combustibili fossili. L’accordo si inserisce nel percorso avviato nel dicembre 2025, quando CDP Venture Capital e Fassa Bortolo avevano investito 7 milioni di euro in capitale di rischio in Limenet, portando la raccolta complessiva in equity a 9,5 milioni.
La produzione di calce con metodi tradizionali genera circa 1,066 tonnellate di CO₂ per ogni tonnellata prodotta: 0,79 derivano dalla reazione chimica di calcinazione del calcare — emissioni strutturalmente inevitabili — e circa 0,28 dalla combustione del metano utilizzato per alimentare i forni. La tecnologia di Limenet punta a eliminare quest’ultima componente elettrificando il processo. Secondo le analisi di ciclo di vita (LCA), le emissioni energetiche scendono a circa 0,038 tonnellate di CO₂ per tonnellata di calce prodotta, con una riduzione netta complessiva del 22%.
Per eliminare anche le emissioni di processo, strutturalmente legate alla reazione chimica, sarà necessaria l’integrazione con impianti di stoccaggio della CO₂, come quello già sviluppato da Limenet ad Augusta nel 2024. L’azienda punta in futuro a integrare le due tecnologie per una produzione di calce completamente decarbonizzata.
DA SCARTO A RISORSA
La tecnologia introduce un ulteriore elemento di innovazione: la capacità di lavorare i cosiddetti ‘fini di cava’, la frazione granulometrica più fine del calcare estratto, che nei processi tradizionali rappresenta uno scarto tra il 30% e il 40% del materiale totale. Il nuovo calcinatore elettrico è progettato per processare queste frazioni, trasformando un materiale finora poco valorizzato in risorsa utile, in linea con i principi dell’economia circolare.

CONTESTO REGOLATORIO
Calce e cemento sono responsabili di circa l’8% delle emissioni globali di CO₂ e figurano tra i settori industriali più difficili da decarbonizzare. In Europa la pressione normativa è destinata ad aumentare: dal 2034 sarà completato il phase-out delle quote gratuite nell’ambito del sistema ETS, rendendo urgente per le aziende del settore l’adozione di tecnologie a basse emissioni.
“Questo accordo rappresenta il primo passo fondamentale verso la produzione di calce completamente decarbonizzata”, ha dichiarato Stefano Cappello, CEO di Limenet. “L’elettrificazione del processo di calcinazione permette di eliminare le emissioni legate alla combustione. Per raggiungere la neutralità carbonica dovremo integrare i sistemi produttivi con siti di stoccaggio di CO₂.”
“Mettere a disposizione la nostra esperienza industriale e i nostri impianti significa contribuire a uno sviluppo tecnologico che ha ricadute sull’intero settore”, ha aggiunto Alessandro Trivillin, CEO di Fassa Srl. “Crediamo che la decarbonizzazione dell’industria della calce passi attraverso questo tipo di collaborazione: tra chi sviluppa tecnologie avanzate e chi le deve applicare su scala commerciale.”
