Dall’investimento a Milano, Londra o Montecarlo fino al cuore più iconico di Manhattan. Sempre più investitori italiani guardano oggi a New York e in particolare al segmento delle branded residences di fascia ultra-prime. A intercettare questa domanda è G International, partner agency di Gabetti Franchising specializzata negli investimenti immobiliari internazionali, che attraverso il marchio Gabetti USA/New York ha avviato la commercializzazione per il mercato italiano delle Mandarin Oriental Residences Fifth Avenue, uno dei progetti residenziali più esclusivi oggi presenti sul mercato americano, al 685 della Fifth Avenue, a pochi passi da Central Park.

Qui, in uno dei corridoi immobiliari più liquidi e internazionali, gli investitori italiani stanno iniziando a muoversi con decisione. Secondo i dati forniti da G International, nei primi mesi del 2026 la struttura ha già raccolto circa 500 richieste di informazioni da parte di clienti italiani, con 50 trattative attive e una pipeline che dovrebbe portare a transazioni complessive per circa 15 milioni di dollari nei primi sei mesi di attività. Un dato che fotografa una nuova fase dell’interesse italiano verso il mercato americano, tradizionalmente dominato da investitori statunitensi, mediorientali, latinoamericani e asiatici, ma che oggi vede anche una crescente presenza europea.

Il progetto è sviluppato da SHVO, con il supporto finanziario di BLG Capital e Deutsche Finance America, e nasce dalla trasformazione dello storico Gucci Building, acquisito nel 2018 per 135 milioni di dollari e completamente ripensato attraverso una riqualificazione strutturale che ha incluso anche l’aggiunta di cinque nuovi piani.
L’operazione ha dato vita a 65 residenze private completamente arredate secondo gli standard di Mandarin Oriental Hotel Group. Di queste, circa 40 risultano ancora disponibili sul mercato.
L’offerta copre una fascia estremamente ampia del segmento prime. Si parte da circa 1,82 milioni di dollari per un monolocale di circa 55 metri quadrati, fino ad arrivare a circa 15 milioni di dollari per gli attici con oltre 200 metri quadrati, due camere da letto, tre bagni e vista panoramica su Central Park e sullo skyline di Midtown. A rendere l’operazione ancora più interessante per la clientela internazionale è anche un recente riposizionamento commerciale che ha portato a una riduzione dei prezzi fino al 15% rispetto al lancio iniziale.
A questo si aggiunge il fattore cambio. La forza dell’euro rispetto al dollaro, spiegano gli advisor, può oggi generare per un investitore europeo un vantaggio economico complessivo compreso tra il 15% e il 20% sul prezzo effettivo di acquisto.

“Stiamo osservando un interesse concreto, strutturato e molto più consapevole rispetto al passato”, spiega Ross Bellantoni. “Nel primo trimestre del 2026 abbiamo raccolto circa 500 richieste di informazioni da parte di investitori italiani. Oggi abbiamo circa 50 trattative attive su unità con ticket medi compresi tra 900 mila e 1,5 milioni di dollari. Nei primi sei mesi di attività chiuderemo operazioni per circa 15 milioni di dollari”.
Secondo Bellantoni, non si tratta più soltanto di acquisti lifestyle o emozionali, ma di investimenti patrimoniali sempre più ragionati, costruiti con logiche di diversificazione geografica, tutela valutaria e protezione del capitale.
Uno degli elementi distintivi del progetto è infatti la natura branded dell’asset. I residenti accedono a un ecosistema di servizi tipico dell’hotellerie di fascia ultra-luxury: concierge dedicato, wellness privato, servizi personalizzati, housekeeping e una delle amenities più iconiche del progetto, il rooftop restaurant firmato dallo chef stellato Daniel Boulud.

Il posizionamento dell’asset si inserisce in un contesto di forte ripresa del mercato newyorkese. Secondo le principali rilevazioni di mercato, New York ha chiuso il 2025 con volumi immobiliari complessivi vicini ai 12 miliardi di dollari, in crescita di circa l’11% rispetto all’anno precedente.
Il primo trimestre 2026 ha confermato il trend con circa 5,6 miliardi di dollari di transazioni, uno dei risultati più solidi registrati negli ultimi anni.
Le prospettive restano positive anche per Manhattan. Secondo le previsioni di Avison Young, il borough potrebbe chiudere il 2026 con circa 14,8 miliardi di dollari di investimenti, in crescita tra il 20% e il 25%.
A sostenere il mercato continua a essere anche la forte incidenza degli acquisti cash, che rappresentano circa il 70% delle transazioni nel segmento prime, riducendo sensibilmente l’impatto della volatilità dei tassi di interesse.
“Con il marchio Gabetti USA/New York vogliamo rendere il processo di acquisto negli Stati Uniti più accessibile e lineare per la clientela italiana, accompagnandola in tutte le fasi, dalla selezione dell’asset alla strutturazione fiscale e legale dell’operazione”, sottolinea Luca Paci. “Oggi il cambio euro-dollaro rappresenta un vantaggio competitivo concreto che può incidere in modo significativo sulla convenienza dell’investimento”.
Sul fronte della redditività, i rendimenti netti da locazione a Manhattan si attestano mediamente tra il 2,5% e il 5,5% annuo, livelli comparabili con London e generalmente superiori rispetto a Paris.

