Mercato in ripresa, ma sempre più selettivo. L’Emilia-Romagna conferma nel 2026 una delle dinamiche residenziali più solide del Paese, sostenuta da una domanda orientata a qualità, efficienza energetica e capacità dell’immobile di mantenere valore nel tempo. A trainare il comparto è soprattutto Bologna, che consolida il proprio ruolo di hub immobiliare strategico del Centro-Nord. È quanto emerge dall’ultima edizione del ‘Real Estate Data Hub’, il report semestrale realizzato da REMAX Italia insieme agli uffici studi di RYZE e 24MAX.
Secondo l’analisi, il mercato emiliano-romagnolo sta registrando un recupero delle compravendite rispetto alla prima parte del 2025, pur in un contesto caratterizzato da maggiore prudenza degli acquirenti. Il trilocale resta la tipologia più ricercata, con il 48,4% delle preferenze, ma emerge anche una propensione superiore alla media nazionale verso tagli più ampi: i quadrilocali rappresentano il 21,9% delle transazioni regionali, mentre le abitazioni con cinque o più locali raggiungono il 9,7%. Sul fronte dell’efficienza energetica, cresce la sensibilità del mercato. La quota di immobili appartenenti alle classi meno performanti – E, F e G – è scesa dal 78% del 2022 al 74% del 2025, mentre i tempi medi di vendita nel quarto trimestre 2025 sono scesi a 115 giorni, tornando sui livelli più competitivi dell’ultimo biennio.
Il focus principale resta Bologna. Nel secondo semestre del 2025 il capoluogo ha superato la soglia dei 3.500 euro al metro quadro, confermando una crescita sostenuta dei valori in un contesto di offerta limitata nelle zone più richieste.
Secondo Dario Castiglia, CEO & Founder di REMAX Italia, infrastrutture, rigenerazione urbana e mobilità stanno ridefinendo la mappa del valore cittadino. Quartieri come Bolognina, Navile e Fiera, tradizionalmente considerati secondari, stanno acquisendo nuova centralità grazie agli investimenti nei trasporti pubblici e nei processi di riqualificazione urbana. “Oggi non si acquista soltanto una casa, ma tempo, mobilità e qualità della vita”, sottolinea Castiglia. Accanto alla storica domanda universitaria, il mercato bolognese sta attirando una nuova platea di professionisti, manager, lavoratori specializzati e nuclei familiari con maggiore capacità di spesa, contribuendo ad alzare ulteriormente il livello qualitativo della domanda.
