Conflavoro è stata ascoltata in VIII Commissione Ambiente della Camera nell’ambito dell’esame del DDL C. 2826, che delega il Governo alla redazione del nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni. A rappresentare l’associazione è stato il vicepresidente nazionale, che ha espresso una valutazione positiva sull’impianto del provvedimento, chiedendo però al Parlamento di cogliere l’occasione per intervenire sul sistema delle Casse Edili e sulla disciplina del DURC.
Secondo Conflavoro, il quadro attuale attribuisce alle Casse Edili, enti di natura privata, un ruolo esclusivo nel rilascio del DURC e nella verifica di congruità della manodopera, vincolando le imprese all’utilizzo di un unico contratto collettivo e di un unico ente bilaterale. Una situazione che, afferma l’associazione, rappresenta “una compressione della libertà sindacale e dell’iniziativa economica che non ha equivalenti in altri settori produttivi”. Conflavoro segnala inoltre che la contribuzione alle Casse Edili incide per circa il 14% sulla paga base oraria e che una parte rilevante di tali risorse “non si traduce in prestazioni dirette al lavoratore”.
L’organizzazione, attraverso Conflavoro Costruzioni, propone due interventi: attribuire a INPS e INAIL il rilascio del DURC, come avviene negli altri comparti, e aprire la verifica di congruità anche agli enti bilaterali qualificati, garantendo un pluralismo contrattuale di qualità nel settore delle costruzioni.
