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Entro il 2050 investimenti infrastrutturali a 61 mld $ in Italia e 151mila nel mondo

Bacino idrico progetto idroelettrico di Rogun

Entro il 2050 investimenti infrastrutturali a 61 mld $ in Italia e 151mila nel mondo

Di Maria Elena Molteni
5 Maggio 2026

Gli investimenti infrastrutturali globali stanno entrando in una fase senza precedenti: secondo il Global Infrastructure Outlook di PwC, la spesa annua mondiale salirà a 6.900 miliardi di dollari entro il 2050 dai 4.400 miliardi del 2024, per un totale cumulato di 151.100 miliardi. “Gli investimenti raggiungeranno 151.100 miliardi di dollari, trainati dagli sforzi dei Paesi per modernizzare i sistemi di trasporto, energetici e industriali”, si legge nel report. Per l’Italia, il mercato infrastrutturale ha raggiunto i 50 miliardi di dollari nel 2024, pari al 7,9% della spesa europea e all’1,1% di quella globale. Le previsioni indicano una crescita del 20% entro il 2050, fino a 61 miliardi, con una perdita di peso relativo: dal quarto al sesto posto in Europa e dal sedicesimo al diciannovesimo a livello globale. Il report segnala che «debito pubblico lordo al 149% del PIL e consolidamento fiscale limiteranno la spesa pubblica», pur in un quadro di priorità allineate agli obiettivi UE e NATO.

Le dinamiche demografiche e macroeconomiche spiegano la divergenza: il PIL italiano crescerà del 9% tra 2024 e 2050 (CAGR 0,3%), contro l’1,3% europeo e l’1,9% globale. La popolazione diminuirà del 6%, con un invecchiamento accelerato che sposterà risorse verso welfare e sanità.

Trasporti, energia e difesa rappresenteranno il 69% della spesa infrastrutturale italiana fino al 2050: 663 miliardi per i trasporti, 250 per l’energia e 112 per la difesa. Le ferrovie domineranno il comparto trasporti con 375 miliardi cumulativi, seguite da strade e ponti (204 miliardi). Nell’energia, le rinnovabili guideranno con 129 miliardi, mentre trasmissione e distribuzione raggiungeranno 90 miliardi. Nel sociale, sanità e assistenza agli anziani totalizzeranno 60 miliardi, spinte da una popolazione over 65 in aumento di 4,7 milioni entro il 2050.

A livello globale, trasporti ed energia continueranno ad assorbire circa metà della spesa. Gli investimenti annuali nelle ferrovie raggiungeranno 675 miliardi nel 2050, mentre quelli negli aeroporti saliranno a 154 miliardi, quasi il doppio dei livelli attuali. La spesa energetica annua passerà da 631 a 1.100 miliardi, con un forte incremento nei sistemi di accumulo (+3,7 volte) e nelle reti di trasmissione e distribuzione (+2,6 volte). La difesa sarà il settore a crescita più rapida, con investimenti annui nelle installazioni fisiche pari a 168 miliardi nel 2050, 2,3 volte i livelli del 2024.

Il report segnala inoltre una forte accelerazione negli edifici per data center: “Tra il 2024 e il 2027 gli investimenti annui cresceranno di 2,2 volte, da 113,8 a 251,8 miliardi di dollari”. Nel periodo 2024‑2032 supereranno i 1.500 miliardi. Le differenze regionali restano marcate: l’Asia‑Pacifico concentrerà oltre metà degli investimenti globali, l’Africa registrerà il tasso di crescita più elevato, mentre Europa e Nord America entreranno in una fase di ricostruzione e ammodernamento delle reti esistenti.

PwC individua tre priorità per garantire l’efficacia dei programmi: pianificazione integrata tra energia, digitale, trasporti e industria; nuovi modelli di finanziamento e partnership; modelli di delivery moderni basati su digital twin, costruzioni modulari e sistemi di controllo abilitati dall’intelligenza artificiale. “Senza un’accelerazione nei tempi di realizzazione e modelli commerciali innovativi, anche il più ambizioso programma di investimenti rischia di non esprimere appieno il proprio potenziale”, osserva Paolo Guglielminetti, Partner PwC Italia.

Sul fronte della qualità, l’Italia registra un punteggio di 76/100 nelle infrastrutture logistiche e 63/100 in quelle stradali. La copertura 5G raggiunge il 90% della popolazione, mentre la capacità da rinnovabili e nucleare si ferma al 52% del totale installato. La spesa infrastrutturale italiana è stimata al 2,2% del PIL contro un benchmark del 4,9%: raggiungerlo richiederebbe 66 miliardi annui aggiuntivi entro il 2050.

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