Prosegue il percorso di valorizzazione dello storico edificio dell’Odeon, nel cuore di Milano, oggi di proprietà del Fondo Aedison gestito da Kryalos SGR. L’intervento, sviluppato sotto la guida di Progetto CMR, il cui completamento è previsto per maggio 2027, accompagna la trasformazione dell’immobile in una destinazione multifunzionale aperta alla città. L’intervento prevede la conservazione delle facciate monumentali su via Santa Radegonda e via Agnello, la valorizzazione del portico storico e il restauro di corti, scale e coperture.
L’edificio rinasce con il nome di Palazzo Odeon, scelta che intende raccogliere e reinterpretare l’eredità di un luogo profondamente radicato nella memoria cittadina. La nuova immagine, realizzata in collaborazione con Pixell, traduce visivamente questa fase di rigenerazione: un’identità pensata per restituire alla città un polo dedicato a retail, intrattenimento e cultura.

La storia dell’Odeon è strettamente intrecciata con quella di Milano. L’area che oggi ospita Palazzo Odeon è da secoli un luogo di sperimentazione urbana e culturale: nel 1785, con l’apertura di via Santa Radegonda su progetto di Giuseppe Piermarini, l’assetto dell’area viene ridefinito per collegare Duomo, Palazzo Reale e Teatro alla Scala. Nell’Ottocento lo spazio accoglie prima il Teatro di Santa Radegonda e poi, dal 1883, la prima centrale termoelettrica dell’Europa continentale, segnando l’ingresso della città nell’era dell’illuminazione elettrica.
Nel Novecento l’area torna a essere luogo di spettacolo e socialità: dal Padiglione Cinematografico dei primi anni del secolo fino alla nascita dell’Odeon nel 1929, progettato dagli architetti Giuseppe Laveni e Aldo Avati, che combinano monumentalità classica e dettagli déco in un edificio destinato a entrare nell’immaginario collettivo milanese. Anche durante i bombardamenti del 1943 l’Odeon rimane un presidio culturale, ospitando i concerti dell’Orchestra della Scala mentre il teatro era inagibile. Negli anni successivi anticipa nuovi linguaggi e modalità di fruizione, diventando prima uno dei simboli del cinema cittadino e poi il primo multisala di Milano.

