La crisi energetica innescata dal blocco dello stretto di Hormuz torna a scuotere il settore delle costruzioni e riapre il dibattito sulla necessità di una deroga immediata al Patto di stabilità europeo. L’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) lancia un nuovo allarme e sostiene la richiesta avanzata dal Governo italiano affinché Bruxelles intervenga con urgenza per evitare un rallentamento dell’economia e il rischio di paralisi dei cantieri, in particolare quelli legati al Pnrr.
“Ha ragione il ministro Salvini a sollecitare anche oggi un immediato intervento europeo per affrontare questa emergenza energetica senza precedenti. Se non lo facciamo ora, allora quando?”, afferma la presidente Ance, Federica Brancaccio, sottolineando come la prosecuzione del conflitto nel Golfo e il blocco di Hormuz stiano generando “una situazione insostenibile” per un comparto già sotto pressione.
Secondo Brancaccio, l’impatto della crisi energetica si sta traducendo in un duplice effetto: da un lato l’aumento dei prezzi dei materiali, dall’altro la difficoltà a reperirli in tempi compatibili con le scadenze imposte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Le imprese sono schiacciate tra il rispetto intoccabile dei tempi di chiusura e materiali introvabili o con prezzi alle stelle”, osserva la presidente, ricordando che molti interventi Pnrr si trovano nella fase più delicata di avanzamento.
Il tema non riguarda solo il settore delle costruzioni. Il Governo, con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha ribadito nei giorni scorsi la necessità di una risposta coordinata a livello europeo. La richiesta è quella di attivare una deroga collettiva al Patto di stabilità, così da consentire agli Stati membri margini di manovra straordinari per fronteggiare l’emergenza energetica e sostenere gli investimenti in corso.
Per Ance, la posta in gioco è alta. Senza un intervento tempestivo, il rischio è quello di “azzerare tutte le prospettive di crescita faticosamente costruite dopo il periodo pandemico”. La presidente ricorda come tutte le istituzioni europee abbiano definito l’attuale scenario “una situazione senza precedenti e con contorni del tutto imprevedibili”, motivo per cui un’azione immediata appare non solo opportuna ma necessaria. Brancaccio sottolinea inoltre il ruolo delle forze produttive, chiamate a sostenere la posizione del Governo italiano affinché la richiesta trovi ascolto a Bruxelles. “Fa bene il Governo a chiedere un intervento immediato e noi non possiamo che sostenere e amplificare questa richiesta, affinché abbia quanto prima riscontro positivo”, afferma.
