Il mercato degli attici continua a rappresentare una quota marginale delle compravendite residenziali in Italia, ma mostra segnali di evoluzione nelle caratteristiche della domanda. Secondo un’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa sulle transazioni concluse tramite le reti Tecnocasa e Tecnorete nel primo semestre del 2025, solo lo 0,6% delle compravendite complessive riguarda questa tipologia abitativa, una percentuale stabile negli ultimi anni e mai superiore all’1%.
Le metrature più richieste si collocano tra i 101 e i 150 metri quadrati, che rappresentano il 38,5% delle transazioni, seguite dagli attici tra 51 e 100 metri quadrati con il 35,1%. In aumento, rispetto all’anno precedente, le compravendite di grandi superfici oltre i 200 metri quadrati, che salgono dal 6,6% al 9,1%.
In miglioramento anche il profilo energetico degli immobili acquistati. Le compravendite di attici in classe energetica alta, A e B, raggiungono il 22,4%, in crescita rispetto al 12,5% del primo semestre 2024. Analoga incidenza per le classi intermedie C, D ed E, anch’esse al 22,4%. Di conseguenza cala il peso delle classi energetiche più basse, che scendono dal 68,8% al 55,2%.
L’attico viene acquistato prevalentemente come abitazione principale, con una quota dell’81,1%. Tuttavia, nel primo semestre del 2025 si registra un rafforzamento della componente investimento, che sale al 10,8% dal 5,3% dell’anno precedente, così come cresce l’utilizzo come casa vacanza, dall’4,3% all’8,1%.
IL 46,8% DEGLI ACQUIRENTI HA TRA I 35 E I 54 ANNI
Dal punto di vista demografico, gli acquirenti più attivi hanno un’età compresa tra i 35 e i 54 anni e rappresentano il 46,8% del totale, seguiti dalla fascia 18-34 anni con il 24,1%. Le famiglie restano il principale segmento di domanda con il 69,7% delle compravendite, ma aumenta la quota dei single, che sale al 30,3% dal 24,7% del 2024.
Sul fronte finanziario, nel 52,3% dei casi l’acquisto avviene senza ricorso al mutuo, una percentuale in crescita rispetto al 47% dell’anno precedente, mentre le operazioni finanziate si attestano al 47,7%. La quasi totalità degli acquirenti è residente in Italia, pari al 95,5%, mentre gli stranieri rappresentano il restante 4,5%, in lieve calo su base annua.
