Il Comune di Roma rafforza il patrimonio pubblico destinato all’edilizia residenziale pubblica. A un giorno dalla chiusura del 2025, il Campidoglio ha sottoscritto il rogito notarile per l’acquisizione della prima tranche di 336 alloggi, ceduti da Fondazione Enasarco e destinati all’assegnazione tramite graduatoria per un valore complessivo di circa 53 milioni di euro.
L’operazione rientra in un programma più ampio che prevede l’acquisto complessivo di 1.040 abitazioni, distribuite sull’intero territorio cittadino. La seconda tranche, pari a 702 alloggi, sarà rogitata nel corso del 2026. A regime, l’investimento complessivo dell’amministrazione capitolina raggiungerà i250 milioni di euro, configurandosi come la più ampia operazione di acquisizione di case popolari realizzata da una città italiana negli ultimi decenni.
Dal punto di vista istituzionale, l’operazione è stata approvata dall’Assemblea Capitolina con una serie di emendamenti e ordini del giorno che ne rafforzano la dimensione sociale e territoriale.
Secondo il sindaco Roberto Gualtieri, l’operazione segna “un cambio di passo concreto nelle politiche abitative di Roma”, consentendo di anticipare al 2026 l’obiettivo, fissato nel 2023, di acquistare 1.500 alloggi destinati all’edilizia residenziale pubblica. Un investimento definito “strutturale”, in grado di rafforzare in modo duraturo il patrimonio immobiliare pubblico della città.
Sulla stessa linea l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi, che ha sottolineato come gli immobili acquisiti siano in buone condizioni e immediatamente assegnabili, permettendo di ridurre i tempi di attesa per le famiglie in graduatoria. L’operazione, ha evidenziato, è stata progettata come intervento diffuso e non concentrato, con attenzione ai contesti urbani e condominiali.
