Nessuna città italiana rientra nel nuovo Tech Cities Index 2025 elaborato da Savills, un dato che pone interrogativi sul posizionamento del nostro Paese nella competizione globale per talenti, investimenti e innovazione. L’indice, pubblicato per la prima volta nel 2015 e ampliato oggi a cento città nel mondo, fotografa i contesti urbani più capaci di attrarre lavoratori altamente qualificati, capitali e aziende del settore tecnologico. Un settore che sta vivendo una trasformazione profonda, con l’intelligenza artificiale ormai protagonista assoluta e capace di catalizzare metà degli investimenti globali in venture capital.
Cinque i pilastri valutati da Savills per redigere l’indicatore: ambiente di business, ecosistema tecnologico, qualità della vita, bacino di talenti e solidità dei diversi segmenti tech. Da questo mix emergono i veri poli dell’innovazione, quelli in cui si concentra la domanda di uffici da parte delle aziende hi-tech e in cui i mercati residenziali sono sempre più modellati sulle esigenze di una forza lavoro mobile e altamente qualificata. Con l’avanzata dell’AI, la disponibilità di competenze diventa il fattore decisivo: le città con più università di livello internazionale salgono in media di tre posizioni rispetto al 2023, confermando che capitale umano e capacità formativa sono i nuovi driver competitivi.
Al vertice della classifica rimane San Francisco, riconosciuta ormai come capitale mondiale dell’intelligenza artificiale. Nonostante un ritorno in ufficio ancora graduale, la domanda di spazi in città risulta superiore alla media quinquennale e i canoni prime sono cresciuti del 10,5% in due anni. Ben il 70% dei maggiori nuovi contratti di locazione riguarda aziende dell’AI, a testimonianza di un ecosistema che continua a rigenerarsi e a investire. Seguono New York, seconda, che conferma la forza del suo hub diversificato, e Londra, che sale al terzo posto grazie a un sistema universitario unico per qualità e concentrazione e a un ecosistema particolarmente vivace nei segmenti fintech, cleantech e deeptech.
Sul fronte asiatico, Singapore entra nella top 10 con un balzo di tre posizioni grazie alla stabilità normativa e infrastrutturale, mentre Seul scala quattro posti e si piazza decima trainata dagli investimenti in AI, semiconduttori e biotecnologie. La Cina rafforza ulteriormente il proprio peso con sei città nelle prime trenta posizioni, guidate da Pechino e Shanghai. In Europa, oltre a Londra resistono Parigi, Berlino, Stoccolma, Amsterdam e Monaco, mentre le spagnole Barcellona e Madrid registrano i progressi più significativi, entrambe spinte da una crescente attrattività per lavoratori qualificati. Anche il Medio Oriente accelera, con Dubai che avanza di venti posizioni grazie alle politiche pro-AI e al forte dinamismo demografico ed economico.
In questo scenario globale, l’assenza dell’Italia dall’indice 2025 evidenzia una distanza crescente rispetto ai mercati più competitivi. Mentre altre capitali europee investono in modo sistematico su talenti, ricerca, università e qualità urbana, le città italiane non riescono ancora a emergere come poli tecnologici riconosciuti a livello internazionale.
