Il mercato immobiliare italiano si avvia a chiudere il 2025 con un quadro di crescita moderata ma solida, in linea con l’inversione di tendenza avviata nella seconda metà del 2024. È quanto emerge dal 3° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2025 di Nomisma, che rileva come il ciclo espansivo abbia raggiunto il suo apice nei primi mesi dell’anno per poi assestarsi su ritmi più contenuti ma ancora positivi.
A sostenere le compravendite nei13 principali mercati urbani monitorati da Nomisma è stato soprattutto il ritorno del credito: tassi ancora favorevoli, inflazione bassa e miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie hanno rafforzato la domanda di mutui e l’erogazione da parte delle banche. Tanto che, nel 2025, le compravendite assistite da finanziamento sono cresciute del 25,5% su base tendenziale nel primo semestre, mentre le altre sono rimaste sostanzialmente stabili. Complessivamente, il preconsuntivo di Nomisma indica per fine anno una crescita delle transazioni del 5,5% rispetto al 2024.
Sul fronte dei prezzi, il mercato mantiene un andamento di progressivo ma misurato incremento: dopo il +1,3% rilevato nel primo semestre, la seconda metà del 2025 mostra un aumento più contenuto, pari allo 0,6%. L’anno dovrebbe quindi chiudersi con una crescita media dell’1,5% su base annua. Nomisma parla di un mercato ancora dinamico, anche se meno brillante rispetto al biennio 2022-2023, con trattative più equilibrate e aspettative dei venditori ormai stabilizzate.
Parallelamente, gli esperti hanno rilevato uno spostamento della domanda potenziale dall’acquisto alla locazione: nel secondo semestre, il 51% degli interessati sembra orientarsi verso l’affitto, contro il 49% che punta all’acquisto. Il fenomeno è legato principalmente alla volontà di attendere condizioni macroeconomiche più favorevoli, ma anche ai cambiamenti in atto nel mondo del lavoro e negli stili di vita, fattori che rendono la locazione una soluzione più flessibile. Questo riallineamento della domanda ha generato una pressione significativa sui canoni, in crescita del 3,5% su base tendenziale. Le dinamiche cambiano però a seconda del contratto: gli affitti ordinari hanno segnato una flessione del 2%, mentre quelli transitori e per studenti hanno registrato aumenti più marcati (+3,1% e +9,5% rispettivamente).
“I tempi medi di assorbimento confermano un mercato residenziale ancora liquido, seppure in fase di consolidamento”, si legge nel documento di Nomisma. “Per vendere un’abitazione occorrono oggi circa 4,7 mesi, mentre per affittarla ne servono 1,9. Sono livelli stabili rispetto all’ultimo biennio, ma comunque inferiori ai valori pre-pandemia”.
Guardando avanti, le previsioni di Nomisma per il triennio 2026-2028 indicano una crescita delle compravendite ancora positiva ma gradualmente più lenta: +0,9% nel 2026, +0,7% nel 2027 e +1,4% nel 2028, anno in cui si dovrebbe superare la soglia delle 780.000 transazioni. Anche i prezzi seguiranno un percorso di ulteriore raffreddamento, con incrementi previsti dell’1% nel 2026, dello 0,7% nel 2027 e dello 0,5% nel 2028, valori inferiori all’inflazione attesa.
Sul fronte corporate, il mercato si muove in un contesto globale complesso, segnato da rallentamento economico e tensioni geopolitiche. Nonostante questo, l’Italia continua a mostrare una buona capacità di attrazione: nei primi 9 mesi del 2025 gli investimenti immobiliari hanno raggiunto 7,8 miliardi di euro, in crescita del 21,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. Secondo il preconsuntivo di Nomisma, entro fine anno si potrebbe arrivare a 11,5 miliardi, un risultato che evidenzia la resilienza del comparto e un allineamento alle performance degli altri mercati dell’Europa meridionale.
