Transazioni in frenata per gli immobili super lusso di valore superiore ai 10 milioni di dollari. Nel terzo trimestre, secondo l’analisi Global Super-Prime Intelligencedi Knight Frank, l’attività si è fermata a 474 transazioni nei 12 mercati più importanti a livello globale (per un controvalore complessivo di 8,5 miliardi di dollari) segnando un calo del 21% rispetto al trimestre precedente. La flessione è riconducibile a una combinazione di fattori politici, fiscali e di offerta, che hanno temporaneamente frenato la domanda nei principali hub globali.
Dubai continua a guidare il ranking sia per numero di operazioni sia per valore, nonostante un arretramento rispetto all’exploit del secondo trimestre. Con 103 vendite per circa 2 miliardi di dollari, l’emirato ha consolidato la sua leadership strutturale, sostenuta dalla capacità di attrarre capitale globale, da politiche pro-investimento e da un’offerta ancora limitata nelle fasce ultra-lusso. New York ha mantenuto la seconda posizione per volumi con 74 transazioni, ma ha registrato un marcato calo di valore (-59% trimestre su trimestre), riflesso di un’estate caratterizzata dall’incertezza legata alle elezioni municipali e dal rallentamento di un mercato reduce da una primavera eccezionalmente forte. Los Angeles si è confermata come il terzo mercato più dinamico, pur evidenziando una riduzione del prezzo medio per via della minore disponibilità di ville trophy nel segmento più alto.
Al centro della classifica, Hong Kong ha proseguito il suo percorso di ripresa con 56 vendite e un valore in crescita, segnale di una domanda che si sta riorganizzando nonostante un contesto macroeconomico ancora instabile. Singapore ha mostrato il balzo più significativo (+44% di transazioni), ma con un ticket medio in calo, indice di una maggiore attività nella fascia bassa del super-prime. Londra è arretrata sensibilmente, penalizzata dalle discussioni estive sulla tassazione immobiliare che hanno frenato il sentiment degli investitori, con riflessi immediati sulle entrate fiscali da stamp duty.
Le piazze statunitensi del Sun Belt e della West Coast offrono un quadro eterogeneo: Orange County è rimasta quasi stabile, Miami ha continuato a perdere slancio dopo il picco di inizio anno e Palm Beach ha sperimentato un drastico ridimensionamento dei volumi. All’opposto, Sydney ha beneficiato del momentum positivo del mercato residenziale australiano, rafforzando il proprio posizionamento nel panorama internazionale delle città super-prime.
Il dato annualizzato su base rolling di 12 mesi – 2.185 vendite per un valore di oltre 40 miliardi di dollari – colloca il 2025 come il miglior anno dal boom post-pandemia del 2021, a conferma della resilienza strutturale del segmento. In questo contesto, Knight Frank ha individuato quattro driver chiave che influenzeranno la traiettoria nei prossimi trimestri: disponibilità di stock, dinamica dei tassi, evoluzione politica e impatto delle politiche fiscali. Variabili che incidono in modo diverso nei vari mercati, ma che convergono nel delineare uno scenario di selettività crescente e di competizione per gli asset più rari.
