In Italia il valore della sostenibilità si misura anche nel mattone. Secondo l’osservatorio Restructura, realizzato da Immobiliare.it Insights in collaborazione con il Politecnico di Torino e Qualis, una casa in classe energetica A può valere fino al 50% in più rispetto a un immobile energivoro.
In base ai dati elaborati dagli esperti, il mercato residenziale nazionale mostra segnali di consolidamento. I prezzi delle case in vendita sono aumentati del 2,6% tra settembre 2024 e settembre 2025, mentre la domanda di acquisto nel terzo trimestre 2025 è cresciuta del 12,4%. in calo invece le richieste di affitto (-16,5%). L’offerta si è ridotta leggermente per le vendite (-1,3%), ma è aumenta in modo significativo per le locazioni (+29,3%), evidenziando un riequilibrio delle dinamiche tra proprietà e affitto.
A livello geografico, nel nord-ovest del Paese, la pressione della domanda è rimasta elevata per le compravendite (+12,3%) e in calo per gli affitti (-15,7%). Le case in vendita sono diminuite del 2,3%, mentre quelle disponibili in locazione sono cresciute del 26%. I prezzi di vendita sono saliti del 3,2% su base annua, sopra la media nazionale.
La spinta verso la sostenibilità riguarda anche il fronte finanziario. I mutui green – destinati all’acquisto di immobili efficienti o alla riqualificazione con riduzione dei consumi di almeno il 30% – sono in forte crescita e rappresentano oggi il 20,4% delle nuove erogazioni, contro il 3% del 2020.
Nel primo semestre del 2025, i mutui hanno finanziato il 46% delle compravendite, per un totale di 22,7 miliardi di euro, con una previsione di chiusura d’anno a 45,4 miliardi (+20% annuo). Il recepimento nel 2024 della tassonomia U3 da parte del sistema bancario italiano ha ampliato la definizione di immobile “green”, includendo edifici a basso consumo anche in classi energetiche inferiori, rendendo il credito sostenibile più accessibile e favorendo quella che gli analisti definiscono una “democratizzazione” della casa efficiente.
Il confronto tra mutui green e brown evidenzia inoltre alcune differenze strutturali: gli acquirenti di immobili efficienti hanno un’età media inferiore (36,1 anni contro 39,1), un reddito più alto (39.600 euro contro 33.300) e acquistano case dal prezzo medio superiore di oltre 50 mila euro.
