Nei primi nove mesi del 2025 la domanda di mutui immobiliari da parte delle famiglie italiane ha registrato un incremento del 16,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo quanto emerso dall’ultimo aggiornamento di Crif. Un risultato che conferma la vitalità del mercato creditizio, in un contesto ancora caratterizzato da tassi variabili e incertezze macroeconomiche. Il dato assume particolare rilievo considerando che il 2024 era già stato un anno di ripresa dopo la frenata del biennio 2022-2023, legata al rialzo del costo del denaro.
Nel solo mese di settembre la crescita della domanda di mutui è stata del 7,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre l’importo medio richiesto ha raggiunto 152.720 euro, in aumento del 4,3% su base annua. A settembre, la cifra media si è ulteriormente alzata a 156.353 euro, con una variazione positiva del 6,1%. Le fasce di importo più richieste restano quelle comprese tra 100.000 e 150.000 euro (31% del totale) e tra 150.001 e 300.000 euro (30,6%), a conferma che il segmento “medio” del mercato residenziale continua a rappresentare la quota prevalente della domanda.
Dal punto di vista anagrafico, i richiedenti tra i 25 e i 34 anni rappresentano il 31,8% del totale, seguiti a breve distanza dalla fascia 35-44 anni (31,2%) e da quella 45-54 anni (21,8%). Quasi un mutuo su due ha una durata superiore ai 25 anni, un elemento che testimonia la tendenza delle famiglie italiane a privilegiare piani di rimborso più lunghi per contenere l’impatto delle rate mensili in una fase in cui il potere d’acquisto resta sotto pressione.
Significativo anche il dato sulle surroghe, in crescita del 46,2% rispetto al 2024. Un aumento che riflette la volontà dei mutuatari di approfittare delle migliori condizioni offerte dal mercato e, in alcuni casi, delle prime riduzioni dei tassi praticati dagli istituti di credito. Le nuove erogazioni “pure”, al netto delle surroghe, registrano comunque un solido +16,2%, confermando la buona salute della componente di domanda originaria.
“Con la previsione di ulteriori tagli dei tassi entro fine anno e un peso delle rate che diventa più leggero, possiamo aspettarci sempre maggiore fiducia nelle famiglie italiane nel programmare spese di lungo periodo come per l’appunto l’acquisto della prima casa. Inoltre, fra circa un anno, nel nostro Paese dovrà essere recepita la ‘Direttiva Eu Case Green’ dalla quale potremmo attenderci un nuovo balzo in avanti per quanto riguarda la convenienza delle case di classe energetica medio-alta e una maggiore propensione di spesa verso questa tipologia di immobile”, spiega Simone Capecchi, executive director di Crif. “Le famiglie italiane dimostrano quindi una spiccata resilienza e mandano segnali positivi al mercato, aspetto fondamentale per contenere le tensioni commerciali in atto all’interno di un contesto globale fortemente instabile”.
Nel complesso, il 2025 si sta confermando come un anno di forte vivacità per il mercato del credito alle famiglie. L’aumento delle richieste di mutui e l’espansione delle surroghe delineano un quadro di fiducia rinnovata verso il mattone, dopo le turbolenze degli ultimi anni. Per gli operatori del settore immobiliare, il trend rappresenta un segnale da cogliere: la domanda si concentra su fasce di prezzo accessibili e su soluzioni abitative efficienti, mentre le condizioni finanziarie si fanno gradualmente più favorevoli. La “voglia di casa” degli italiani, sostenuta dal ritorno di un credito più dinamico, resta uno dei principali motori del mercato.
