Oltre 40.000 nuove convalide di sfratto ogni anno tra il 2021 e il 2024. Mentre le richieste di esecuzione da parte dei proprietari sono cresciute del 10% lo scorso anno a fronte di una aumento del 15% degli sfratti per ragioni diverse dalla morosità dell’inquilino (da 8.671 nel 2023 a 10.117 nel 2024).
I numeri emersi dallo studio del sindacato inquilini Sicet Cisl (su dati del ministero dell’Interno), conferma una sostanziale stabilità delle convalide di sfratto nel periodo post-pandemico che, quanto meno sul piano dei numeri, ricalca quella dei primi anni del secolo e prima della gravissima emergenza sfratti innescata dalla recessione economica del 2008-2009 che ha raggiunto il suo momento di culmine nel periodo 2012-2016, quando i provvedimenti di sfratto furono in media 70.000 all’anno.
“Questo non significa che la situazione sia rosea», precisa il segretario del Sicet Fabrizio Esposito, secondo cui “permane la necessità di una legge nazionale per la graduazione della concessione della forza pubblica per le esecuzioni sulla base di criteri di priorità e bisogno con modalità specifiche da definirsi in sede locale attraverso tavoli di confronto obbligatori da istituirsi presso le Prefetture e con la partecipazione dei sindacati inquilini, nonché per destinare ai Comuni risorse specifiche con l’obbligo di organizzare un’offerta alloggiativa coerente con le condizioni socioeconomiche dei nuclei familiari sfrattati”.
Per questo il Sicet ha sollecitato uno stanziamento complessivo di almeno 250 milioni di euro all’anno per i Fondi nazionali per il sostegno all’affitto e la morosità incolpevole.
“Dai dati regionali emerge che attualmente il fronte è particolarmente caldo in Lombardia dove sono aumentate di oltre il 60% le richieste di esecuzione rispetto al 2023 e al tempo stesso gli sfratti eseguiti durante il 2024 con l’intervento della forza pubblica sono aumentati di oltre il 40% rispetto all’anno precedente”, spiegano gli esperti del Sicet. Un quadro derivante dalla situazione gravissima di Milano dove le sentenze di convalida sono diminuite del 20% ma gli sfratti eseguiti sono più che decuplicati (da 133 a 1.597), mentre sono state accumulate 14.084 richieste di esecuzione presentate all’ufficiale giudiziario, una cifra quasi incredibile visto che nell’anno precedente risultavano segnalate 402 richieste di esecuzione.
Se in Lombardia l’emergenza è conclamata, in altre regioni si è registrata quella che il Sicet definisce “accumulazione del rischio”. in particolare, sono in crescita le sentenze di convalida in Valle d’Aosta (+26%), Umbria (+18%), Puglia (+13%), Abruzzo (+12%), Campania (+11%) e Marche (+8%).
Per quanto riguarda le singole province numeri in forte crescita a Terni (+110%), Fermo (+74%), Gorizia (+58%), Venezia e Brindisi (+51%), Crotone (+50%), Pesaro (+35%), Benevento (+25%), Napoli (+23%).
“In cima a questa graduatoria ci sarebbe Catania (+166%), ma i dati forniti di sole 16 sentenze convalide di sfratto nel 2024 e di nessuna convalida nell’anno precedente sono palesemente inattendibili. Del resto non mancano altri casi di questo genere; ad esempio non vengono segnalati sfratti convalidati nel 2024 a Reggio Calabria, Enna e Caltanissetta”, concludono dal Sicet.
