Un momento positivo per il real estate italiano, nonostante i riflettori accesi dall’inchiesta urbanistica milanese e le difficoltà normative su Roma. È quanto emerso dal panel conclusivo del Forum di Scenari Immobiliari, dove è stato sottolineato come il Paese viva oggi una finestra straordinaria di opportunità.
“La vera rilevanza” dell’inchiesta urbanistica milanese “è l’impatto che ha avuto a livello internazionale, perché non è percepita come personale o milanese, ma a livello di sistema Paese”, ha detto Gabriele Bonfiglioli, Chief Investment Officer di Coima Sgr, intervenendo al panel conclusivo del Forum di Scenari Immobiliari a Rapallo. Un tema, quello sollevato dall’inchiesta, che ha una ricaduta diretta soprattutto sulla percezione degli investitori internazionali, ma che, d’altra parte, rappresenta “un’opportunità per gli operatori italiani”. “Come momento per fare gli acquisti può essere straordinario”, afferma Bonfiglioli. “C’è una finestra a livello di Paese straordinaria. Rimango molto ottimista sia su Milano, sia su Roma”.
Un ottimismo condiviso da Emanuele Caniggia, CEO di DeA Capital Real Estate, che definisce l’Italia “un ottimo posto nel quale investire, soprattutto in una fase in cui Paesi considerati sicuri si sono rivelati meno sicuri”. Se Milano resta ferma per motivi noti, a Roma il nodo è la nuova legge regionale approvata a luglio senza norme transitorie: “I regolamenti attuativi arriveranno solo a dicembre – evidenzia Alessandro Caltagirone, Immobiliare Caltagirone – e questo significa che chi sceglie di investire oggi sa che per due anni non vedrà prodotto. Per chi guarda a Roma ci sono difficoltà evidenti”.
Più ampio lo sguardo di Alexei Dal Pastro, CEO Italia di Covivio, che ha richiamato la fine di un ciclo difficile per il real estate europeo: “Sono convinto che questo sia un momento molto positivo, dopo cinque anni di crisi. Negli uffici si colgono segnali importanti: a Manhattan sono pieni, tutti vogliono tornare in sede, dal lunedì al venerdì. È un momento unico per il Sud Europa, che mostra performance incredibili, a differenza della Germania. Per noi investitori, che guardiamo ai rendimenti, il sentiment è molto positivo. Milano resta la nostra città e confidiamo che il 2026 possa essere l’anno buono”.
Più prudente la lettura di Giampiero Schiavo, CEO di Castello Sgr, che avverte: “A Milano c’è un grandissimo problema di certezza del diritto e questo rallenterà i nuovi sviluppi. Intanto prezzi e affitti crescono, alimentando un divario sociale sempre più marcato”. Sul fronte settoriale, tuttavia, i fondamentali restano solidi: “Nel primo semestre l’hotellerie è stata la prima asset class e la crescita continuerà anche nel 2026. L’Italia, grazie alla sua stabilità, attrae ricchezza da tutto il mondo. Oggi l’attenzione non è più solo su Milano e Roma, ma su tutto ciò che va oltre i due principali mercati”.
