La questione abitativa entra ufficialmente nell’agenda politica europea. Nel suo discorso sullo stato dell’Unione a Strasburgo, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato la convocazione del primo vertice Ue dedicato alla casa, definendo l’emergenza alloggi “più di una crisi abitativa: una vera crisi sociale, che lacera il tessuto delle società europee e minaccia la competitività”.
I dati richiamati dalla presidente sono eloquenti: dal 2015 i prezzi delle abitazioni nell’Unione sono cresciuti di oltre il 20%, mentre nello stesso arco di tempo i permessi di costruire sono calati di oltre un quinto. Una dinamica che rende sempre più difficile l’accesso a un’abitazione dignitosa per ampie fasce di popolazione.
Von der Leyen ha citato gli effetti concreti della crisi: “Infermieri, insegnanti e vigili del fuoco non riescono più a vivere dove lavorano; gli studenti lasciano gli studi perché non possono pagare l’affitto; i giovani rimandano il progetto di una famiglia”. Da qui l’impegno della Commissione a presentare, sulla base del rapporto della commissione Hous guidata da Irene Tinagli, un piano europeo per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili.
L’iniziativa punterà a rendere gli alloggi più accessibili, sostenibili e di qualità, attraverso un approccio comune ma radicato nelle realtà locali. Tra le misure annunciate figurano la revisione delle regole sugli aiuti di Stato per facilitare il sostegno pubblico, la semplificazione delle procedure per costruire nuove abitazioni e residenze universitarie, oltre a una proposta legislativa sugli affitti a breve termine.
“Abbiamo bisogno di una revisione radicale del modo in cui affrontiamo il problema”, sottolinea la presidente, invitando governi, istituzioni e parti sociali a collaborare. “Convocheremo il primo vertice europeo sull’edilizia abitativa per assicurarci che il tema resti in cima alla nostra agenda”.
