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Coima Sgr mette in campo investimenti green da 3 mld € tra il 2024 e il 2026

Coima, punta a raggiungere 15 mld di € di masse in gestione entro il 2027

Di Tobia Zanotti
29 Maggio 2025

Risultati in forte crescita per Coima. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il bilancio di esercizio 2024 da cui è emerso un totale consolidato dei ricavi operativi pari a 72,3 milioni di euro (+14% anno su anno), di cui 45 milioni da commissioni (+11% anno su anno, di cui 43 milioni riferibili a commissioni di gestione) di competenza Coima Sgr, per effetto dell’incremento dell’Aum e dei servizi di development e property management di Coima Rem con ricavi pari a 19 milioni di euro (+16% anno su anno). La quota di ricavi operativi di competenza di Coima HT è invece pari a 5,5 milioni di euro (+2% anno su anno).

L’Ebitda consolidato è cresciuto del 16% tra il 2023 e il 2024 arrivando a 22,3 milioni di euro, di cui 16,7 milioni riferibili a Coima Sgr (+12% anno su anno), 4,9 milioni (+23% anno su anno) di competenza di Coimna Rem e 800.000 euro (+45% anno su anno3) relativi a Coima Ht.

Infine, il profitto netto consolidato atteso a livello di Coima Holding è stato pari a 15,1 milioni di euro di cui 12 milioni (+2%) di competenza di Coima Sgr e 3,3 milioni (+12% a/a) di competenza di Coima Rem.

Dal punto di vista patrimoniale, il Gruppo ha una posizione finanziaria consolidata netta ampiamente positiva (62,4 milioni, +4% anno su anno), con una liquidità pari ad 55 milioni (+9% anno su anno), di cui 44 milioni di competenza di Coima Sgr, 8,8 milioni di euro di competenza di Coima Rem e 700.000 euro di competenza di Coima Ht.

L’Asset under management lordo è di 10,6 miliardi di euro (+9% anno su anno) anche per effetto di 4 nuovi fondi (+12% anno su anno) e due nuove Sicaf (>100% anno su anno) in gestione nell’esercizio 2024, dato che si confronta con un Aum lordo stabilizzato pari a 13,2 miliardi.

IL PIANO 2025-2027

La strategia di Coima alla base del piano industriale per il triennio 2025-2027 si fonda su policy di investimento mirate a colmare i gap di mercato originati dai processi di transizione attualmente in corso – socio-demografico, energetico e tecnologico – generando un impatto positivo e misurabile per la comunità, tramite l’adozione di un approccio “Impact” in grado di unire le diverse accezioni di rendimento: finanziario, economico, ambientale e sociale.

In particolare, il piano di sviluppo programmato da Coima si focalizza su strategie dedicate alla rigenerazione urbana e alla valorizzazione degli immobili volte al perseguimento della neutralità carbonica; prevede una crescita organica con una maggiore diversificazione per asset class, su strategie di prodotto ben identificate e guidate dal gap tra domanda e offerta nelle varie asset class, come il gap abitativo riconducibile alla transizione socio-demografica, i gap di performance energetica e di capitali generati dalla transizione ecologica e, infine, i gap digitali e di mobilità legati alla transizione tecnologica. In termini di diversificazione geografica sono in fase di approfondimento le prime strategie di investimento a livello paneuropeo.

L’obiettivo è di consolidare la leadership nei progetti a uso misto su scala urbana e negli uffici, concentrandosi su asset prime ben posizionati, con una concentrazione nel mercato e nei segmenti più liquidi in termini di domanda dei conduttori, nei quartieri più resilienti e negli asset migliori della categoria, con contestuale e progressiva diversificazione delle asset class e aumento della raccolta di capitali e degli investimenti nel settore living, logistico e data center, anche attraverso una crescente specializzazione ottenuta grazie a partnership industriali e nuovi prodotti complementari alla piattaforma di offerta del Gruppo, come i fondi di direct lending e quelli nature based.

Lo sviluppo di questa strategia consentirà una crescita organica della società in termini di masse gestite (fino ad 15 miliardi di euro di Aum stabilizzati nel caso target del piano triennale), anche attraverso una nuova raccolta di capitali per 3,3 miliardi (1,7 miliardi di euro nel caso base) e investimenti complessivi per circa 5 miliardi di euro (oltre 3 miliardi nel caso base).

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