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Gandellini (Cbre): “Nel real estate fase di ‘price discovery’, cruciale il ruolo delle banche”

Silvia Gandellini, Head of Capital Markets Italy in Cbre

Real estate, investimenti del Q1 a +129% trainati da logistica e alberghiero

Di Tobia Zanotti
11 Aprile 2025

Il 2025 si apre con uno degli inizi d’anno migliori di sempre per gli investimenti nel commercial real estate italiano. I volumi transati dei primi tre mesi dell’anno hanno sforato i 2,8 miliardi di euro, con un rialzo del 129% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Un risultato che conferma il miglioramento del clima di fiducia degli investitori che ha caratterizzato tutta la seconda metà del 2024. E’ quanto emerso dall’ultimo report di Cbre secondo cui la normalizzazione delle politiche monetarie della Bce ha innescato un processo di rilancio degli investimenti, favorito dalla riduzione del costo del capitale e dagli esiti dei processi di repricing. Le buone performance dei mercati occupier hanno ulteriormente rafforzato l’appetito degli investitori, sostenendo un recupero degli investimenti trasversale a tutte le asset class.

La miglior asset class del periodo è stato il mercato Industrial & Logistics che ha segnato investimenti per 634 milioni di euro, +125% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Nonostante la graduale normalizzazione della domanda, il mercato italiano rimane uno dei più performanti d’Europa, con volumi di assorbimento significativamente superiori alla media storica”, spiegano gli esperti di Cbre. “Allo stesso tempo, i rendimenti competitivi offerti a valle dei processi di repricing degli scorsi anni contribuiscono a mantenere alto l’appetito degli investitori per questo settore”.

Anche il mercato hotel ha continuato a registrare ottime performance, con volumi pari a 619 milioni di euro (+149% rispetto al primo trimestre del 2024). “Negli ultimi tre mesi il mercato è stato nuovamente caratterizzato da un’intensa attività nel segmento value-add per immobili in fascia upscale e luxury”, sottolieano gli analisti di Cbre secondo cui capitali privati e family office hanno contribuito in modo significativo a questi volumi, approcciando il settore con un’ottica sempre più imprenditoriale e sviluppando un nuovo prodotto attraverso il riposizionamento o la conversione di immobili esistenti.

In continuità con i risultati dello scorso anno, il mercato retail ha proseguito la propria fase espansiva, con investimenti per 532 milioni di euro, in crescita dell’815% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Nel segmento high street l’interesse di family office e occupier per le location più prestigiose si è mantenuto molto alto. Ma il trimestre è stato caratterizzato anche dal ritorno dell’interesse degli investitori per i formati out-of-town, guidato da un’importante transazione di factory outlet.

Poco mosso il segmento degli uffici che ha fatto registrare transazioni per 506 milioni di euro, in lieve rialzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+2%). “L’appetito degli investitori per i mercati più centrali di Milano e Roma rimane forte”, confermano da Cbre, “ma frenato dalla limitata disponibilità di prodotto stabilizzato”. In questo contesto, anche le operazioni value-add sono sempre attrattive, grazie alla domanda di spazi sempre più intensa da parte degli occupier e la mancanza di prodotto di qualità.

Crescita a tre cifre (+447%) per il settore Alternative che ha registrato investimenti per 272 milioni di euro, in crescita del 447% rispetto al primo trimestre del 2024. Mentre il Living, con volumi raddoppiati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ha raggiunto i 205 milioni di euro. “La domanda intensa di abitazioni nelle principali città metropolitane contribuisce ad alimentare gli investimenti destinati ad acquisire o sviluppare immobili income producing, in particolare nei segmenti student housing e serviced apartments, ma rimane anche forte l’acquisto di immobili da destinare alla vendita frazionata di appartamenti”, spiegano da Cbre. L’attività di sviluppo nel settore dello student housing procede intensa, ma siamo ancora lontani dal soddisfare la domanda di studenti fuorisede e stranieri, soprattutto a fronte di una crescita delle immatricolazioni nelle principali città universitarie.

“Dopo anni caratterizzati da un atteggiamento molto selettivo nei confronti dei settori e delle geografie in cui investire, il clima di fiducia degli investitori rilevato negli ultimi mesi si è tradotto in una maggiore diversificazione nel mercato italiano”, afferma Silvia Gandellini, head of capital markets Italy di Cbre. “Nel primo trimestre del 2025 tutte le asset class hanno registrato un aumento dei volumi d’investimento. L’attenzione verso immobili in grado di rispondere alle diversificate esigenze degli occupier continua ad alimentare una forte domanda di investimenti in tutti i settori, specialmente nell’Operational Real Estate; tuttavia, l’incertezza geopolitica rimane il principale punto di attenzione sull’andamento del mercato nel corso del 2025”.

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