Family office sempre più interessati al mercato immobliare. Emerge dal Wealth Report 2025 di Knight Frank, effettuato consultando 150 family office di tutto il mondo con patrimoni di circa 560 milioni di dollari. Il 40% di loro sta effettuando investimenti in ambito immobiliare. Tra le strutture più ricercate, gli uffici (20%), le proprietà residenziali di lusso (17%), i complessi industriali (14%) e gli hotel (12%).
Le sfide che i gestori di patrimoni affrontano per raggiungere i propri obiettivi di investimento sono rappresentate dalla difficoltà nell’individuare un partner affidabile nelle operazioni ( 23% degli intervistati), la complessità dei regimi fiscali (20%), l’elevata competizione nell’accaparrarsi i beni e nella rapidità nelle operazioni (19%) e altre barriere normative e di conformità (17%). Circa il 70% degli investimentiavviene all’interno dei singoli stati, come in Nuova Zelanda, dove il 93% delle operazioni si verifica a livello nazionale, in Australia (90%) e negli Stati Uniti (86%).
Al contrario, i portafogli più diversificati a livello internazionale appartengono a gestori di patrimoni in Svizzera (dove solo il 31% viene investito internamente), Hong Kong (33%) e Singapore (41%). La maggior parte dei family office considera l’investimento immobiliare una strategia a medio-lungo termine: solo il 3% effettua operazioni con un orizzonte temporale inferiore ai tre anni, il 32% effettua investimenti tra tre e sei anni, il 28% opta per i sei-nove anni, ma la quota più significativa, 37%,adotta una prospettiva di nove anni o più.
Quasi due terzi dei family office gestiscono proprietà residenziali private, con obiettivi come utilizzo familiare ed eredità (44%), conservazione del capitale (29%), diversificazione del portafoglio (20%), potenziale reddito da locazione (solo il 7%).In media, i family office che gestiscono proprietà residenziali private sono responsabili di 4,7immobiliper famiglia, con una media di 5 in America Latina e 4,2 in Nord America.
Il 25% sta considerando nuove acquisizioni per i prossimi 18 mesi. La maggior parte delle decisioni in materia di investimenti viene presa ancora dai baby boomer (60-78 anni), che costituiscono il 50% dei family office, e dalla generazione X (44-59 anni, il 36%), ma anche i millennial (28-43 anni)e la gen Z stanno assumendo posizioni di leadership: 1 family office su 10 conta già un millennial come decision-maker, mentre gran parte degli intervistati afferma di aver assegnato ai millennial e alla gen z poteri decisionali. Le nuove generazioni, inoltre, mostrano un crescente interesse per la sostenibilità nel real estate: il 63% dei millennial ha già allocato capitali in quest’ambito, mentre solo il 35% dei baby boomer ha fatto altrettanto.
