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Invel punta su hospitality e build to rent

Gabriele Magott, Chief Investment Officer Invel

Invel punta su hospitality e build to rent

Di Maria Elena Molteni
28 Febbraio 2025

Invel Real Estate, operatore nel mercato sud-europeo del private equity nato nel 2013, con un forte focus su Italia, Grecia, Spagna e Portogallo, e circa 4 miliardi di euro di asset in gestione, ha recentemente, ha finanziato, con una emissione obbligazionaria da 111,2 milioni di euro, la trasformazione dell’ex Hotel Majestic in Baccarat Hotel Rome, un nuovo hotel cinque stelle lusso di via Vittorio Veneto. L’immobile, inaugurato per la prima volta nel 1889, è attualmente interessato da un importante progetto di riqualificazione. Al termine dei lavori, previsti per la fine del 2026, Baccarat Hotel Rome offrirà 87 camere e suite, un ristorante con terrazza che si affaccia su via Veneto, un Grand Salon e un bar/lounge con vista panoramica. Di recente, ha investito in YellowSquare, società che opera nel settore dell’hybrid hospitality attraverso le sedi di Roma, Milano e Firenze. La partnership è finalizzata all’investimento di 200 milioni di euro per acquisire, sviluppare e gestire nuove strutture in Italia e nelle principali città del Sud Europa per arrivare a 5.000 posti letto in gestione.

L’Hotel Majestic di via Vittorio Veneto a Roma

Invel vanta una solida esperienza nel settore dell’ospitalità. In Grecia opera con MHV, Mediterranean Hospitality Venture, che ha circa 2.000 chiavi in gestione in resort nelle principali isole greche che si occupa anche dell’attività di gestione attraverso la sua piattaforma operativa integrata, specializzata in hotel di fascia alta. Baccarat Hotels & Resorts, brand di SH Hotels & Resorts (che presto assumerà la nuova denominazione Starwood Hotels), dopo il grande successo per l’apertura a New York, arriva a Roma per diventare un nuovo punto di riferimento per l’ospitalità di lusso in città. Ma il punto di partenza, non è l’Italia. Piuttosto la Grecia. ne abbiamo parlato con Gabriele Magotti,Chief Investment Officer di Invel, che ha anticipato la volontà di investire nel build to rent a partire dalla Grecia, per arrivare poi anche in Italia. La competenza acquisita nel mondo della gestione, anche in questo caso sarà essenziale.

Perché nel build to rent partite dalla Grecia?

“Le motivazioni sono più tattiche che strategiche. In Grecia, disponiamo di un portafoglio iniziale di unità in gestione, derivanti da uno spin-off, che rappresentano una solida base su cui costruire. Abbiamo quindi avuto l’opportunità di iniziare con la gestione di circa 600 unità. Tuttavia, l’obiettivo è crescere sia in Grecia sia in Italia. Purtroppo, in Italia, e in particolare a Milano, la situazione è attualmente complessa. Stiamo monitorando l’evolversi del contesto e speriamo che si sblocchi presto, perché il rallentamento del mercato sta aggravando la già esistente carenza abitativa e di soluzioni accessibili”

Quali sono gli investimenti possibili?

“Continuiamo a investire nel settore dell’hospitality: in questo settore stiamo assistendo a una forte crescita delle tariffe e dei tassi di occupazione, con dinamiche di mercato molto favorevoli. Per quanto riguarda il residenziale, dopo aver realizzato operazioni più tradizionali come cantieri a Roma e Milano destinati alla vendita frazionata, vorremmo ora posizionarci anche nel build-to-rent, con un obiettivo temporale fissato tra il 2025 e il 2026. Roma, rispetto a Milano, sta beneficiando di un momento favorevole, anche grazie a un’amministrazione che si è fatta più attenta alle esigenze degli operatori del settore. Il mercato immobiliare romano sta vivendo una fase di rinascita, sostenuta da fattori preesistenti che ne hanno rafforzato la crescita”.

Quali altre asset class?

“Sebbene la nostra visione industriale sia concentrata su hospitality e living, continuiamo a monitorare anche altre asset class, come gli uffici. Tuttavia, il nostro approccio su questi asset è più opportunistico: crediamo che gli uffici con credenziali green, ben collegati e dotati di servizi continueranno a funzionare bene, ma senza la stessa convinzione tematica che abbiamo su hospitality e residenziale”.

Come evolve il vostro business?

“Dal 2013 al 2021 abbiamo operato come operating partner, investendo insieme a fondi istituzionali. Abbiamo realizzato diverse operazioni di successo, tra cui alcune a Milano (via Bigli e via Bagutta), con exit completate nel 2021. Dal 2021 abbiamo evoluto il nostro modello di business, gestendo fondi discrezionali. Attualmente stiamo investendo il nostro secondo fondo, raccolto presso investitori istituzionali e denominato ‘Eudora Fund II’. Questo cambio di strategia ci ha permesso di avere maggiore agilità negli investimenti, evitando la necessità di cercare partner per ogni singola operazione”.

Prospettive macro per il 2025

“Dal nostro punto di vista, il contesto macroeconomico in Italia e nel Sud Europa è positivo: i tassi di interesse sono in diminuzione, gli indicatori economici sono moderatamente positivi, il governo è stabile. Anche la Grecia sta vivendo una crescita significativa ed è attualmente una delle economie più sane d’Europa. Tuttavia, i principali rischi sono di natura geopolitica, come guerre commerciali o politiche nazionalistiche negli Stati Uniti, che potrebbero impattare l’economia globale”.

Come procede la raccolta di capitali e investimenti?

“La raccolta di capitali non è ancora tornata ai livelli pre-COVID. Gli investitori istituzionali più grandi (fondi sovrani e fondi pensione) sono ancora cauti, in attesa di realizzare investimenti pregressi prima di effettuare nuove allocazioni. Tuttavia, osserviamo una maggiore vitalità tra investitori privati, family office e istituzioni finanziarie più piccole”.

Perché YellowSquare?

“Abbiamo deciso di investire in YellowSquare perché ci ha colpito il loro concept: un’ospitalità accessibile e autentica, che unisce turisti internazionali e comunità locali, creando un ambiente dinamico e ricco di esperienze. Siamo entrati con una partecipazione del 25% e abbiamo un piano di espansione che prevede l’apertura di 6-8 nuove strutture nei prossimi 2-3 anni, con l’obiettivo di arrivare a 5000 posti letto”.

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