Gli Ordini professionali di architetti, ingegneri e geometri della provincia di Milano hanno annunciato il ricorso al Tar contro la disposizione di servizio n. 9/2024 del Comune di Milano. Tale disposizione, emanata il 12 novembre 2024, “ha determinato l’interruzione delle attività di dialogo tra progettisti e amministrazione, bloccando di fatto i procedimenti urbanistico-edilizi e rendendo impossibile la quantificazione dei valori di monetizzazione delle dotazioni per servizi” si legge in una nota.
Gli Ordini contestano l’illegittimità dell’atto, evidenziando “come esso violi l’art. 5 del DPR n. 380/2001, che sancisce l’obbligo per le amministrazioni comunali di istituire uno Sportello unico per l’edilizia, unico punto di accesso per i privati e i professionisti nei procedimenti edilizi. Tale sportello è fondamentale per garantire un dialogo tra cittadini e amministrazione, necessario per istruire e decidere sulle pratiche edilizie. Inoltre, il provvedimento è in contrasto con i principi di buon andamento, trasparenza e soddisfazione dell’utenza previsti dal regolamento del Comune stesso”.
La sospensione delle attività dello sportello, affermano i professionisti, “ha già prodotto effetti negativi, tra cui il rallentamento dei procedimenti e l’impossibilità per i progettisti di apportare modifiche richieste dall’amministrazione, con il rischio che molti progetti subiscano le misure di salvaguardia previste dalla revisione del Piano di Governo del Territorio”.
Federico Aldini, presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano, ha sottolineato come il ricorso rappresenti una necessità per tutelare gli interessi dei professionisti e garantire il dialogo con l’amministrazione. Carlotta Penati, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Milano, ha evidenziato il rischio di un incremento dei procedimenti contestati e del contenzioso legale, aggravando ulteriormente il sistema amministrativo.
Cristiano Cremoli, presidente del Collegio Geometri, ha invece ribadito che la chiusura dello sportello viola principi fondamentali quali imparzialità ed efficacia, negando una collaborazione costruttiva tra cittadini e amministrazione. Gli Ordini chiedono quindi la sospensione immediata della disposizione, per ripristinare un dialogo essenziale tra professionisti e uffici comunali, salvaguardando sia gli interessi pubblici che quelli privati, in un momento cruciale per l’urbanistica milanese.
