Volano gli investimenti nell’immobiliare. Lo scorso anno, secondo l’analisi condotta da Cbre, i volumi del commercial real estate hanno raggiunto i 9,9 miliardi di euro con una crescita del 47% rispetto ai risultati dello scorso anno. A questo hanno contribuito i 3,6 miliardi di euro del quarto trimestre, in progresso del 23% rispetto allo stesso periodo del 2023.
Secondo l’analisi di Cbre, a fare da traino al comparto sono arrivati i processi di repricing registrati a partire dagli aumenti dei tassi d’interesse della Bce che si sono tradotti in ottimi entry point per gli investitori in cerca di opportunità nei mercati più ambiti dagli occupier. A quel punto, il ritorno degli investitori è stato rafforzato dall’avvio del processo di normalizzazione delle politiche monetarie in Europa che hanno stabilizzato i rendimenti nei mercati primari delle principali asset class.
A livelli di settori, nel quarto trimestre del 2024 il mercato Retail si è confermato la prima asset class per volumi d’investimento, registrando poco più di un miliardo di euro, in crescita del 140% sul quarto trimestre 2023, per un totale di 2,9 miliardi da inizio anno (+236%). Questo successo è stato guidato dall’interesse degli investitori nei segmenti grocery e dal ritorno di operazioni di grande dimensione nei segmenti out-of-town.
E cosa dire degli hotel? Nel 2024, l’alberghiero è stata la seconda asset class per volumi d’investimento con un totale di 2,1 miliardi di euro (in crescita del 36% dal 2023), di cui 650 milioni nel quarto trimestre.
Bene anche il mercato degli uffici che è tornato a crescere segnando un aumento del 55% rispetto ai risultati del 2023, per un totale di 1,9 miliardi di euro, di cui 590 milioni nel quarto trimestre. L’interesse degli investitori rimane molto concentrato sulle location primarie, dove le buone performance in termini di take up dei mercati occupier continuano a supportare investimenti value-add. Inoltre, la stabilizzazione dei rendimenti e gli ottimi entry point offerti dal mercato stanno progressivamente riportando anche i capitali core.
Leggero rialzo anche per il comparto Industrial & Logistics che ha chiuso il 2024 a 1,6 miliardi di euro. Nonostante il miglioramento del sentiment degli investitori, favorito da un riavvicinamento delle aspettative di prezzo tra venditori e potenziali acquirenti, l’indebolimento della pipeline di investimenti osservato durante il 2023 ha contribuito a contenere la ripresa dei volumi d’investimento.
Stabile invece il settore Living che ha chiuso il 2024 con volumi d’investimento in linea con quelli dello scorso anno, pari a 715 milioni di euro, un risultato influenzato dalla limitata disponibilità di prodotto core income producing. Mentre l’Alternative ha registrato una flessione dei volumi riconducibile al rallentamento del settore Healthcare, in controtendenza rispetto alle altre asset class che hanno visto aumenti significativi delle transazioni, guidati dalla ricerca di nuovi equilibri tra rischio e rendimento supportati da ottime performance operative. In totale lo scorso anno, sono state registrate operazioni per 440 milioni di euro investiti (in calo del 22% rispetto allo scorso anno).
“Le prospettive per il commercial real estate italiano nel 2025 si confermano molto positive”, spiega Silvia Gandellini, Head of capital markets Italy di Cbre. “Prevediamo, infatti, che ulteriori riduzioni dei tassi d’interesse e una costante vivacità del mercato degli occupier favoriranno il ritorno degli investitori core nei mercati consolidati e stimoleranno l’attività d’investimento degli investitori value-add nei mercati emergenti. Infine, osserviamo un crescente interesse per l’Operational Real Estate, che offre agli investitori possibilità di diversificazione in prodotti d’investimento strategici per l’attività svolta grazie a macro-trend di lungo periodo e ad alta innovazione tecnologica”.

