PREZZI IN SALITA DEL 17% IN ITALIA
“La conseguenza immediata di questa impennata nella richiesta di affitti transitori è un forte aumento dei prezzi, che quasi ovunque sono saliti a due cifre”, spiegano gli esperti di Insights. “Le uniche eccezioni sono rappresentate da Trieste, dove addirittura si manifesta un calo del 3%, e Bologna, che sale solo dell’1%”.
Il dato Italia racconta invece di un +17% generale, con il +26% di Torino – dove si è passati mediamente da 10,4 euro/mq a 13,2 euro/mq – a spiccare su tutti gli altri. La Capitale segue a breve distanza, con un incremento del 25% (da 17,2 a 21,6 euro/mq), mentre Firenze e Bari sono leggermente più distanziate in graduatoria e in crescita nella stessa misura (+19%). Nel capoluogo toscano si passa da 21,7 a 25,7 euro/mq, mentre nella città pugliese da 11,2 a 13,2 euro/mq. In ascesa del 12% Napoli, da 14,8 a 16,6 euro/mq, mentre a Milano si è riscontrata una crescita un po’ più contenuta, del 10%, anche se il prezzo al metro quadro, che sfiora i 27 euro, è di gran lunga il più alto tra le città esaminate.
FORTE AUMENTO DELLO STOCK IN LOCAZIONE
Per cavalcare questo trend, anche lo stock di case disponibili per l’affitto transitorio non accenna a diminuire, mostrando un incremento sia per quanto riguarda il dato generale italiano (+39%) sia nei singoli territori oggetto di questo studio. La crescita più rilevante si è verificata a Milano – dove l’offerta più che raddoppia rispetto allo scorso anno – seguita da Bari e Firenze, rispettivamente al secondo e al terzo posto ma ben distanziate, con un +66% e un +65%.
Lo stock si è ampliato del 56% a Torino e del 52% a Napoli, mentre a Trieste è aumentato del 36% e a Bologna del 16%. Chiude questa classifica Roma, dove l’incremento è più contenuto fermandosi al +7%.
“L’affitto transitorio sta attraversando un periodo fortunato nel nostro Paese, guadagnando terreno, in termini di preferenze e di opportunità per locatori e locatari, sulle altre forme di affitto”, spiega Antonio Intini, chief business development officer di Immobiliare.it. “Questo perché si tratta di una tipologia di contratto che incontra il favore sia dei proprietari, in quanto remunerativa e meno rischiosa, sia dei locatari, soprattutto di studenti e giovani lavoratori – che non hanno intenzione di vincolarsi per lungo tempo e ne apprezzano la flessibilità – e di giovani coppie, che ancora non possono permettersi di comprare casa e rimangono in attesa di un ulteriore abbassamento dei tassi di interesse o di una congiuntura economica più favorevole per decidersi a farlo”.
